Nei riquadri dall'alto Daniele Nuti e Marco Malentacchi
Nei riquadri dall'alto Daniele Nuti e Marco Malentacchi

Prato, 23 ottobre 2018 - La creatura cresce sana e forte. Un felicissimo incontro tra storia, memoria e presente quello che Daniele Nuti ha inventato con Prato Scomparsa, nata sette anni fa come pagina Facebook di recupero e condivisione di foto e filmati della città che fu. Adesso Prato Scomparsa, nel frattempo sbarcata anche su YouTube, diventa anche una App (al momento solo per i dispositivi Android, presto anche per iOS e quindi per iPhone e Mac), riuscendo così a sfruttare la tecnologia per esaltare il passato.

L’idea è stata sviluppata da Daniele Nuti, fondatore di Prato Scomparsa, e dall’informatico sviluppatore Marco Malentacchi, responsabile di tutta la parte di programmazione e sistemistica.

La pagina è nata con lo scopo di digitalizzare le vecchie foto di Prato e metterle a disposizione della comunità, la App è un’evoluzione che porta il passato pratese sugli schermi degli smartphone. Nuti e Malentacchi hanno basato l’app su un sistema che hanno chiamato "Kom’Era".

Peraltro la piattaforma potrebbe essere usata per qualsiasi città: che sia lo sviluppo prossimo venturo? Restando a Prato, la App presenta un menu con diverse possibilità: la lista dei punti di interesse disponibili in un certo luogo della città, opzione che permette di visualizzare le fotografie legate al luogo ordinate per epoca, suddivise nei periodi per decenni, corredate da una didascalia. Poi c’è la mappa interattiva, dove si visualizzano tutti i marker che permettono di spostarsi da un luogo all’altro, infine c’è il «viaggio nel tempo», cioè una lista di decenni dalla fine dell’Ottocento fino a oggi: si può selezionare un decennio e visualizzare le immagini legate solo a quel periodo.

Un lavoro davvero ben fatto da parte di Nuti e Malentacchi, che vi hanno dedicato le proprie risorse e il loro tempo ma è ovvio che se privati o istituzioni si mostrassero interessati, questo progetto potrebbe ancora essere sviluppato più in profondità.

"Ci auguriamo – dicono i creatori della App – che l’idea, alla quale abbiamo lavorato lungamente, possa essere ben accolta".

Luca Boldrini