Una sala operatoria
Una sala operatoria

Prato, 18 novembre 2019 - A distanza di 25 mesi dalla prima visita un anziano è ancora in attesa di intervento. Si tinge di giallo la vicenda di Giorgio Vergoni, 80 anni, pensionato di Prato, che racconta: «Il 7 ottobre 2017 mi sono sottoposto con il dottor Gianfranco Giaconi alla prima visita chirurgica all’addome e sono stato inserito in lista d’attesa al Santo Stefano per l’intervento». La visita è costata al pensionato 105 euro e successivamente avrebbe dovuto essere chiamato per gli esami di pre-ospedalizzazione ma da quel momento Vergoni non sente più nessuno e i suoi dolori all’addome persistono.
«Circa 8 mesi fa, più o meno a marzo di quest’anno – prosegue l’80enne – sono andato all’ospedale Santo Stefano per chiedere notizie e in accettazione mi hanno dato un numero telefonico da chiamare. Telefonicamente mi è stato detto che stavano effettuando gli interventi dei primi mesi del 2018 e quindi c’era da aspettare. Sinceramente sono rimasto molto male. Nel frattempo – aggiunge l’anziano – ho avuto anche altri problemi di salute, per i quali si è reso necessario un ricovero a Torregalli a Firenze. Intanto, questo dolore all’addome è rimasto poiché è risolvibile solo con intervento ed ho continuato a sopportare».
L’Asl Toscana Centro interpellata in merito a questo caso fa sapere che Vergoni è stato chiamato il 15 luglio scorso per fare l’intervento ma, stando alle annotazioni in cartella, risulta che «il signore ha risposto che si sarebbe operato in altra sede». Vergoni afferma di non aver ricevuto alcuna telefonata in merito e solo il mese scorso si è attivato per trovare altre soluzioni: «Non ho mai ricevuto quella telefonata e ne sono certo. Il mese scorso ho cercato il dottor Giaconi e sono venuto a sapere che non è più in servizio al Santo Stefano ma adesso opera a Villa Fiorita. Lui è rimasto meravigliato dal fatto che l’intervento non era ancora stato effettuato e si è reso disponibile a farlo a Villa Fiorita. Ma non ho ancora preso alcun accordo, e rimango basito da questo abbandono del paziente da parte del servizio pubblico per questo ho deciso di rivolgermi al giornale: oggi ho 80 anni e gestisco, ancora in autonomia, tutta la mia vita, seppur con difficoltà – spiega – Ma quanto deve aspettare un anziano per un intervento?».
Comunque, fra la prima visita dell’ottobre 2017 e la presunta chiamata del luglio 2019 sono trascorsi 21 mesi senza che il paziente in lista d’attesa (all’epoca 78enne) sia mai stato cercato dall’Asl. Chiaro che i pazienti in lista al Santo Stefano siano tanti e quello di Vergoni non rientrava forse fra i casi urgenti ma con la previsione di una data dell’intervento chirurgico, il pensionato avrebbe potuto agire per ridurre la convivenza forzata col dolore.
M. Serena Quercioli
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