Milano Unica, al via il salone italiano del tessile. Oltre cento espositori da Prato

Il sindaco Biffoni: “Portiamo l’alta qualità dei nostri tessuti, che rappresentano in maniera sinergica la storia del nostro distretto, fatta di innovazione, creatività e tanta passione”

Alla Fiera di Rho apre MIlano Unica
Alla Fiera di Rho apre MIlano Unica

Prato, 30 gennaio 2024 – Milano Unica, edizione numero 38, inizia oggi, 30 gennaio 2024, negli spazi della Fiera Milano Rho, con una grande affluenza di visitatori. Un boom di buyers provenienti dall'Europa, in particolare dal Nord e dalla Francia, dall'America, dalla Corea, dalla Cina, oltre che dall'Italia.

Una partenza con il botto per la kermesse milanese alla quale partecipa una consistente flotta di aziende del distretto. Stavolta il numero degli espositori pratesi ha raggiunto quota 101: un'adesione che la dice lunga su come il Salone tessile di Milano stia diventando sempre di più il punto di riferimento per chi cerca tessuti e accessori di qualità. Un'escalation del Salone che si è andata concretizzando fino al 'sorpasso' di Première Vision, kermesse analoga che si terrà dal 6 all'8 febbraio a Parigi.

A quest'ultima mostra hanno dato la loro adesione 'soltanto' 20 aziende del distretto pratese. Un capovolgimento che incorona Milano Unica come fiera dalle caratteristiche sempre più internazionali, rivolta a clienti di alta gamma e del lusso. Un'edizione che sarà ricordata come la fiera della svolta, costruita grazie anche alla spinta degli imprenditori pratesi. Non solo: tra le 101 imprese in fiera, ce ne sono diverse che hanno subito l'alluvione, ma che con grande determinazione sono riuscite a risollevarsi e a mettere a punto la collezione per la primavera estate 2025 da presentare a Milano Unica.

Fin dall’apertura gli stand delle 101 aziende pratesi - molte hanno anche raddoppiato o ampliato gli spazi - sono stati presi d’assalto dai clienti. Il ritardo del Frecciarossa della mattina da Firenze (ha accumulato 100 minuti) ha rallentato gli arrivi dei visitatori italiani, ma non degli "stranieri che erano già qui alle 9 - dice Maurizio Sarti di Faliero Sarti - Milano Unica è rimasta sempre su un livello di alta gamma. La differenza con Parigi sta nel fatto che la fiera milanese è organizzata dagli espositori, mentre quella Oltralpe da chi vende spazi. Sull’andamento degli ordini si deve aspettare, ma la situazione dovrebbe migliorare con la seconda metà dell’anno. C’è voglia di ricominciare anche da parte dei clienti, seppure siano più prudenti e vogliono capire l’evoluzione del mercato e dei consumatori post covid".

Milano Unica si conferma “fiera emergente in continuo miglioramento e lo confermano i grandi brand, anche francesi, venuti in visita”, aggiunge Giovanni Gramigni del lanificio Bisentino. Le due fiere da sempre rivali stanno assumendo connotazioni precise: a Milano si trovano prodotti made in Italy ed europei, a Parigi l’esposizione si concentra su prodotti dall’Asia e dalla Turchia. E all’apertura, come ogni anno, il sindaco Matteo Biffoni ha voluto essere a fianco delle imprese: “Ho riscontrato un buon clima tra gli espositori - ha detto - Tante le imprese presenti, portando a Milano l’alta qualità dei nostri tessuti e rappresentando in maniera sinergica la storia del nostro distretto, fatta di innovazione, creatività e tanta passione”.

Il ministro Aldolfo Urso nel corso della cerimonia inaugurale ha posto l’attenzione sulle sfide dell’intelligenza artificiale per il tessile. "Presenterò in Consiglio dei ministri una informativa sul collegato alla manovra che prevede una legge quadro sulle tecnologie abilitanti per quanto riguarda le ricadute nel sistema industriale, parliamo di IA, blockchain, metaverso, realtà virtuale”. Tra le novità dal distretto, c'è quella che Beste, azienda del gruppo Holding Moda, presenta con l'uscita delle nuove collezioni primavera-estate 2025 a Ideabiella: la conversione ad organico di tutti i nuovi cotoni tramite la partnership con SUPIMA® e la creazione di una nuova filiera organica ed italiana attraverso il marchio Itaco (acronimo di Italian Cotton). Dal seme del cotone alla pianta e al fiocco, dalla filatura alla tessitura e fino alla confezione dei capi: una filiera integrale tricolore.

Il tutto, infatti, si crea in poche centinaia di chilometri, quelli che separano i campi delle regioni del Sud Italia, dove è stata avviata la coltivazione del cotone (in Puglia, Sicilia e Sardegna), dalla filatura, all’area di Prato, dove nelle varie sedi di Beste si completa il ciclo di tessitura, di finissaggio e di confezione. Beste intende offrire all’industria internazionale della moda, a cominciare da quella del lusso, un prodotto tracciato, costruito con criteri assoluti di qualità, concepito secondo uno schema di sostenibilità. Ma la rivoluzione di Beste non si ferma qua. Cioè non si esaurisce nella punta più avanzata di un Made in Italy integrale. Beste ha deciso di adottare per tutta la sua produzione tessile il cotone biologico (organico) Supima® di provenienza statunitense (coltivato in USA), l’unico al mondo – accanto a un paio di altre eccezioni quantitativamente irrilevanti – che abbia avviato una politica seria e accertabile di qualità e di controllo della filiera.

Giovanni Santi, Daniele Arioldi, rispettivamente Amministratore Delegato e Executive Director Yarn Division di Beste concludono: “Siamo entusiasti di annunciare che a partire dalla stagione P/E 2025 tutti i nostri cotoni presenti all’interno delle collezioni saranno realizzati esclusivamente con cotone organico Supima®, ma soprattutto della creazione di una catena di approvvigionamento di cotone organico al 100% italiana e tracciabile attraverso Itaco, con il quale si dimostra il controllo completo della catena di approvvigionamento che parte dal materiale grezzo al capo finito, in totale sintonia, del resto gli impegni assunti verso autentiche politiche di sostenibilità". Gli espositori hanno ampliato anche gli spazi in fiera, come ha fatto il lanificio Balli con un allestimento dal mood 'laundry' nel quale presentare le quattro linee di produzione per la primavera/estate 2025. L'idea è stata quella di immergere i clienti in una lavanderia americana anni '50, con un chiaro richiamo alle ultime tendenze degli stilisti nelle fashion week, con un'attenta ricerca ai finissaggi lavati, sempre contraddistinti dall'attenzione all'ecosostenibilità.

“Abbiamo cercato di immergere le persone in un ambiente con una propria identità ben chiara, che andasse a contraddistinguere la filosofia Balli - spiega il co-titolare del Lanificio, Leonardo Raffaelli -. Uno spazio attento ai dettagli, alla sostenibilità, alla ricerca e allo stile, proprio come le nostre linee di produzione. In più abbiamo aumentato i metri quadri dello stand per creare uno spazio lounge. L'idea è quella del ritorno al dialogo, all'attenzione per le persone, e al darsi il giusto tempo per raccontare la tradizione e la filosofia sostenibile che c'è dietro al distretto pratese”. Soddisfazione per questa prima giornata di Milano Unica è stata espressa anche da Marco Toccafondi, direttore generale di Pontetorto: "Questa edizione di Milano Unica è partita col piede giusto e sembra che i clienti siano arrivati in fiera con un buon entusiasmo e con tanta curiosità. La nostra collezione piace molto e la richiesta di sostenibilità reale, etica e tracciabile e’ in crescita. Fondamentale per chi come noi ha un approccio serio su questo tema dal 1952".