Prato, 16 maggio 2021 - Sarà la perizia che la Procura di Prato ha affidato nei giorni scorsi a stabilire perché sia morta Luana D’Orazio, stritolata a 22 anni da un macchinario in una fabbrica di Montemurlo

Il luogo della tragedia; nel riquadro, Luana D'Orazio e Alberto Orlandi

Al centro delle indagini c’è un orditoio di marca «Karl Mayer»: spetterà ai periti spiegare perché i suoi sistemi di sicurezza non abbiano funzionato. Per cercare di capire cosa può essere successo quel maledetto lunedì 3 maggio abbiamo intervistato un tecnico che lavora da moltissimi anni con questo genere di macchinari, tra i più utilizzati nel distretto pratese. L’uomo chiede l’anonimato: «Altrimenti rischio il posto», spiega. 
Che idea si è fatto sulla vicenda di Luana? 
«Saranno le indagini a stabilire se il macchinario era difettoso o se è stato manomesso, da chi e da quanto tempo. Ma questo genere di orditoio non entra in funzione senza che il cancello di protezione e le fotocellule siano attivate. Dispositivi che servono a tenere lontani gli operai durante il ciclo di lavorazione». 
Secondo l’ipotesi della procura il macchinario era in funzione con la saracinesca sollevata...
«Nell’orditoio c’è un sistema di sicurezza che può essere paragonato alle cinture dell’auto: fino a quando non sono inserite la spia lampeggia. Così nell’orditoio fino a quando il cancelletto di sicurezza non è abbassato il macchinario non entra in funzione. Dipende tutto da un circuito elettrico: se si manomette questo collegamento, il macchinario si aziona anche con la saracinesca alzata».
Lo può disattivare chiunque?
«Per disattivarlo bisogna avere conoscenze tecniche specifiche. Non basta premere un tasto o azionare una leva. Bisogna intervenire sull’impianto elettrico. Non è facile».
C’è una fase in cui l’operaio si può avvicinare mentre l’orditoio è in funzione?
«L’orditoio gira in più fasi: nella prima è possibile avvicinarsi al subbio, ossia al grande cilindro che ha ucciso Luana. In questa prima fase la saracinesca di sicurezza è alzata e il subbio gira molto lentamente, azionato da un pedale. La sua spinta è debole e appena si solleva il piede dal pedale, il rullo si ferma. Terminata l’insubbiatura si abbassa la saracinesca e l’orditoio inizia a girare velocemente».
Il macchinario che ha ucciso Luana a quale velocità viaggia?
«Quel modello avvolge 60 metri di filo al minuto».
Perché si decide di manomettere un sistema di sicurezza?
«Per velocizzare i tempi di lavoro: se un filo si intreccia bisogna prima spegnere il macchinario, alzare la saracinesca e intervenire. Con i sistemi di sicurezza disattivati il ciclo di lavoro è più veloce».
Quanto veloce?
«Si risparmia ogni volta qualche minuto».