STEFANO DE BIASE
Cronaca

La grande arte omaggerà il mito di Pablito In arrivo a Prato opere da tutto il mondo

Il progetto del collezionista Carlo Palli: a primavera a Palazzo Pretorio una rassegna di lavori contemporanei. Per raccontare un’icona

di Stefano De Biase

PRATO

Una mostra internazionale a Palazzo Pretorio con più di cento opere d’arte contemporanea dedicate al mito di Paolo Rossi. Dopo un lungo dibattito la città di Prato ha trovato un primo modo per onorare la memoria del campione del mondo. L’idea della mostra, curata dal collezionista Carlo Palli, ha subito messo d’accordo sia l’amministrazione comunale che la famiglia di Rossi, mettendo in moto la macchina organizzativa per allestire un evento che porterà a Prato mezzibusti, sculture, francobolli, timbri, opere in legno e ritagli di giornale realizzati da artisti di tutto il mondo.

Il filo conduttore sarà il Paolo Rossi internazionale, quel mito che si è fatto conoscere, a suon di gol nel campionato del mondo, in ogni angolo del pianeta.

Il via libera definitivo all’allestimento della mostra è arrivato il 30 dicembre, nel giorno della commemorazione di Pablito in Duomo. Al termine della funzione presieduta dal vescovo Nerbini, si è tenuta la riunione in Comune fra la moglie dell’ex campione, Federica Cappelletti e il sindaco, che hanno accettato in toto l’idea di Palli. Da lì è iniziato il percorso per portare a Prato le opere dedicate all’attaccante di Vicenza, Juve e Milan. Qualcuna è già custodita in città, molte altre arriveranno entro il 31 gennaio. La speranza degli organizzatori è quella di poter allestire la mostra a Palazzo Pretorio già entro la primavera, appena le restrizioni anticovid consentiranno di riaprire i luoghi della cultura italiani. In mostra ci saranno opere di architettura radicale realizzate fra gli altri da Alessandro Poli, Lapo Binazzi e Gianni Pettena. Ma anche creazioni di artisti di poesia visiva come Lamberto Pignotti e Anna Boschi. O ancora opere di arte postale curate da Vittore Baroni, Ruggero Maggi e dalla canadese Anna Banana. A Palazzo Pretorio troveranno spazio anche le idee di fotografi del calibro di Carlo Cantini (che recentemente ha esposto a Villa Bardini a Firenze) e dell’artista fiorentino Paolo Masi (di cui si può ricordare l’ultima mostra alle Murate).

Date e modalità dell’allestimento sono da definire, anche se la speranza del curatore è di potere occupare tutte le sale espositive di Palazzo Pretorio, così da poter dare il giusto spazio a ogni opera. Guardando in anteprima alcune creazioni si può osservare Pablito in ogni espressione artistica. Alcune volte anche con la maglia biancorossa del Vicenza che tanto ricorda la prima tenuta storica dell’allora Santa Lucia. Le opere stanno arrivando a Prato da tutto il mondo. Ci sono state spedizioni da artisti argentini, australiani, inglesi, lituani, canadesi e giapponesi, solo per citarne alcuni. Fra le idee che si stanno concretizzando c’è quella di fare video da proiettare nelle sale. Il progetto è di intervistare i familiari di Rossi, figure istituzionali, campioni del calcio ma anche amici, vicini di casa e persone che l’hanno visto crescere. La mostra dedicata a Paolo Rossi rientra in un più ampio progetto artistico ideato da Palli, che nel corso dei prossimi anni vorrebbe omaggiare le figure dei grandi pratesi che hanno fatto conoscere la città nel mondo. Una celebrazione che andrà ad abbracciare tutti i settori: dalla cultura allo sport, dall’industria alla letteratura, senza tralasciarne alcuno.

Tornando a raccontare quanto accadrà nei prossimi mesi a Palazzo Pretorio, il filo conduttore sarà la notorietà internazionale di Rossi. Un’idea legata alla memoria di quanto realmente vissuto dallo stesso Palli nel 1982, l’anno del mundial: "Partimmo con un volo charter per la Spagna – racconta il collezionista –. A bordo c’erano duecento pratesi, fra cui anche la mamma di Paolo. Quando atterrammo l’11 luglio all’aeroporto ci fermò un gruppo di turisti cinesi diretti a Madrid. Videro le nostre bandiere tricolore e iniziano a intonare ‘Paolo Rossi, Paolo Rossi’. La sera stessa vincemmo contro la Germania, con un gol di Pablito. Il suo mito era ormai scritto nelle pagine indelebili della storia mondiale".