La bufera dentro il Santo Stefano. Consales sarà trasferito a Firenze

L’ex direttore, a cui il dg Mari aveva revocato l’incarico di primario a Prato, è destinato a Santa Maria Nuova .

La  bufera dentro il Santo Stefano. Consales sarà trasferito a Firenze

La bufera dentro il Santo Stefano. Consales sarà trasferito a Firenze

A fine marzo il direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Valerio Mari, revocò l’incarico di direzione dell’Area anestesia e rianimazione al dottor Guglielmo Consales "per il venir meno del rapporto di fiducia, per non aver agito le proprie prerogative organizzative di direttore d’area e per grave e reiterata inosservanza delle direttive della direzione aziendale". Uno tsunami sull’ospedale Santo Stefano che oggi, con una delibera firmata sdallo stesso dg, si traduce in un trasferimento di Consales alla direzione della struttura operativa complessa Anestesia e Rianimazione di Firenze II, con sede l’Ospedale Santa Maria Annunziata (Osma). E’ previsto che Consales entri il servizio il 15 giugno per una durata di cinque anni. Il motivo della destinazione fiorentina sta nella preparazione professionale di Consales: "per la prevalente esperienza nell’attività specialistica di rianimazione comprendente competenze ed esperienze avanzate nell’ambito della bioetica della terapia intensiva e della comunicazione in terapia intensiva".

Al Santo Stefano, dopo che la direzione ad interim dell’Area anestesia e rianimazione era stata affidata al dottor Simone Magazzini, adesso passa di mano al dottor Vittorio Pavoni, fino ad ora direttore di Anestesia e rianimazione Firenze II. Motivo del trasferimento è legato all’esperienza maturata da Pavoni nell’attività di programmazione anestesiologica a supporto delle sale operatorie sia a Careggi che a Santa Maria Nuova". Peculiarità professionali che secondo la direzione rispondono alle esigenze del Santo Stefano "per la sua vocazione chirurgica, per una casistica chirurgica complessa a vocazione prevalentemente oncologica e per la presenza di tecnologie avanzate tale da costituire il riferimento aziendale per la chirurgia robotica".

Sara Bessi