I guai non sono finiti. Turini e Matteini Bresci, c’è una nuova accusa: tentata concussione

Altra tegola per il tenente colonnello dei carabinieri e l’imprenditore: secondo gli investigatori, il militare cercò di fare pressioni su due commercianti per convincerli a vendere un terreno lungo il Bisenzio.

I guai non sono finiti. Turini e Matteini Bresci, c’è una nuova accusa: tentata concussione

I guai non sono finiti. Turini e Matteini Bresci, c’è una nuova accusa: tentata concussione

Si complica la posizione per il tenente colonnello dei carabinieri Sergio Turini e per l’imprenditorte tessile Riccardo Matteini Bresci, amministratore delegato del Gruppo Colle, indagati nell’inchiesta per corruzione condotta dalla Dda di Firenze.

All’ufficiale, che è stato al comando della Compagnia dell’Arma di Prato fino alla fine di maggio, e all’imprenditore Matteini Bresci, entrambi ai domiciliari, sono state notificate le misure degli arresti domiciliari anche per un’altra ipotesi di reato: tentata concussione. La misura è stata richiesta dalla Dda al giudice per le indagini preliminari, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari per entrambi gli indagati. Turini, dopo un perido di reclusione al carcere della Dogaia, è ai domiciliari a Pisa con braccialetto elettronico, mentre Matteini Bresci è ai domiciliari fin dal 30 maggio scorso. La nuova accusa mossa dai magistrati che stanno lavorando intorno al caso - il pool è coordinato da Luca Tescaroli e formato da Lorenzo Gestri, Lorenzo Boscagli e Massimo Petrocchi (applicato da Prato) - è di tentata concussione. I nuovi provvedimenti emessi dal gip sono stati eseguiti dal Ros dei carabinieri con il supporto del comando provinciale pratese dei carabinieri.

Secondo l’accusa, il tenente colonnello dei carabinieri, abusando della divisa, su istigazione dello stesso imprenditore della Vallata, avrebbe tentato di convincere una coppia di commercianti a vendere un terreno a Cantagallo. Il militare, dunque, secondo quanto ricostruito dagli investigatori impegnati nell’inchiesta, si sarebbe presentato, indossando l’uniforme, a una coppia di commercianti nel settore dell’ottica, paventando il rischio che i manufatti presenti sul terreno in questione sarebbero stati abbattuti per la loro vicinanza al fiume Bisenzio. Il fatto risalirebbe ad un paio di giorni prima dell’arresto di Turini e di Matteini Bresci, avvenuto lo scorso 30 maggio con le accuse, a vario titolo, di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico in uso alle forze dell’ordine. Sembra che il terreno fosse confinante con altra proprietà dell’imprenditore tessile. Ma l’affare si è arenato per l’arresto del tenente colonnello e di Matteini Bresci. Secondo l’accusa, il militare 55enne si sarebbe messo a disposizione di imprenditori, italiani e cinesi, accedendo abusivamente al sistema banca dati delle forze dell’ordine per fornire informazioni. Almeno 99 gli accessi individuati. In particolare, sempre secondo l’accusa, avrebbe fornito a Matteini Bresci informazioni su indagini, coperte da segreto, relative a dipendenti e notizie su industriali. In cambio, l’imprenditore avrebbe pagato un viaggio negli Usa al figlio del militare. Sempre il tenente colonnello, secondo l’accusa, avrebbe procacciato clienti all’amico Roberto Moretti, l’investigatore privato di Torino anche lui ai domiciliari, fornendogli informazioni ricavate abusivamente dalla banca dati in uso alle forze dell’ordine in cambio di bottiglie di vino pregiate.

Sa.Be.