La deadline scatterà venerdì, quando i lavoratori, per recarsi in ufficio o in fabbrica, dovranno obbligatoriamente mostrare il passaporto sanitario. Chi non sarà in possesso del certificato verde subirà la sospensione dello stipendio al primo giorno di assenza forzata, sia per quanto riguarda il settore pubblico sia per il privato. Previste anche sanzioni disciplinari per chi elude l’obbligo. La sospensione però non comporterà alcun rischio di licenziamento: una volta che il lavoratore si sia messo in pari ottenendo il Green pass, o una volta terminata l’emergenza (fissata ad oggi al 31 dicembre) potrà riprendere regolarmente il...

La deadline scatterà venerdì, quando i lavoratori, per recarsi in ufficio o in fabbrica, dovranno obbligatoriamente mostrare il passaporto sanitario. Chi non sarà in possesso del certificato verde subirà la sospensione dello stipendio al primo giorno di assenza forzata, sia per quanto riguarda il settore pubblico sia per il privato. Previste anche sanzioni disciplinari per chi elude l’obbligo. La sospensione però non comporterà alcun rischio di licenziamento: una volta che il lavoratore si sia messo in pari ottenendo il Green pass, o una volta terminata l’emergenza (fissata ad oggi al 31 dicembre) potrà riprendere regolarmente il proprio posto senza conseguenze. Fatto sta che venerdì, scatterà tutta una serie di doveri, fissati per legge, ai quali le aziende dovranno attenersi.

A intervenire, sul tema, è Daniele Matteini (nella foto), presidente di Confindustria Toscana Nord. "Si avvicina il 15 ottobre e quindi la decorrenza delle norme che prevedono l’obbligo di Green pass per accedere ai luoghi di lavoro. Norme opportune e doverose – tiene a specificare Matteini – e che vanno nel senso della promozione della sicurezza e dello stimolo alla vaccinazione". "Nell’efficacia dei vaccini la nostra associazione, così come tutto il sistema Confindustria, crede fermamente. Non a caso – ricorda Matteini – ci siamo fatti carico fra molte difficoltà di organizzare un centro vaccinale per le aziende associate; queste a loro volta hanno sostenuto i costi delle operazioni vaccinali per i lavoratori interessati a fruirne, mentre la Regione Toscana ha fornito i vaccini".

Posto che l’obbligo va rispettato in maniera rigorosa, Matteini invita a riflettere anche su tutta una serie di problematiche che si spalancheranno da venerdì: "Già il processo di controllo dei Green pass è un forte appesantimento organizzativo – osserva – e l’eventuale assenza di lavoratori essenziali causata dalla mancanza di Green pass comporterà difficoltà per la loro sostituzione, dal reperimento di figure adeguate alle modalità contrattuali per gestire situazioni del genere".

E c’è un’altra questione, quella della pressioni subite dalle aziende da parte di dipendenti che chiedono che sia il datore di lavoro a sostenere l’onere dei costi dei tamponi. "Onere che – sottolinea il presidente di Confindustria Toscana Nord – nessuna norma indica come a carico delle aziende e che è in capo al lavoratore. Sulle complesse norme che regolano la questione Green pass in azienda le nostre aziende hanno ricevuto e stanno ricevendo istruzioni puntuali".

Confindustria Toscana Nord dice "sì a vaccini e Green pass, quindi; ma sì anche al rispetto per posizioni diverse che - ferma restando l’applicazione delle norme di legge, comunque ineludibili - hanno diritto di trovare espressione". Piena riprovazione, invece, "per il dissenso manifestato con la violenza a cui abbiamo dovuto assistere in questi giorni", le parole di Matteini: "E voglio esprimere anche pubblicamente, dopo che è stato fatto informalmente ieri, alla Cgil nazionale e alle Camere del lavoro del nostro territorio la piena solidarietà di Confindustria Toscana Nord. Quanto avvenuto a Roma è vergognoso: la vostra organizzazione è stata colpita in maniera inaccettabile".