Il cerchio si stringe. Ha le ore contate Stefano Marrucci, 55 anni di Agliana, residente da tempo a Firenze, latitante, braccato dai carabinieri del comando di Prato da mercoledì sera. E’ stato lui – secondo la ricostruzione degli investigatori – a sparare a Gianni Avvisato, 38 anni, sulla porta della sua abitazione in via Boccaccio a Comeana, tranquilla frazione residenziale di Carmignano. I carabinieri ne sono più che convinti ma di Marrucci, tutt’ora armato di una calibro 9, sono state perse le tracce. A confermare la sua presenza sul luogo dell’omicidio è stato Andrea Costa, 35 anni, manovale di Firenze con precedenti per reati contro il patrimonio e droga, in stato di fermo dalla serata di mercoledì. Costa, assistito dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, è...

Il cerchio si stringe. Ha le ore contate Stefano Marrucci, 55 anni di Agliana, residente da tempo a Firenze, latitante, braccato dai carabinieri del comando di Prato da mercoledì sera. E’ stato lui – secondo la ricostruzione degli investigatori – a sparare a Gianni Avvisato, 38 anni, sulla porta della sua abitazione in via Boccaccio a Comeana, tranquilla frazione residenziale di Carmignano. I carabinieri ne sono più che convinti ma di Marrucci, tutt’ora armato di una calibro 9, sono state perse le tracce. A confermare la sua presenza sul luogo dell’omicidio è stato Andrea Costa, 35 anni, manovale di Firenze con precedenti per reati contro il patrimonio e droga, in stato di fermo dalla serata di mercoledì. Costa, assistito dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, è stato sentito al comando dei carabinieri di Prato per tutta la notte dopo che i militari lo hanno rintracciato, a bordo della sua auto, mentre stava rientrando nella sua abitazione, alle case minime di via Rocca Tedalda a Firenze sud. "L’ho solo accompagnato in auto a Comeana – ha confermato Costa, che al momento deve rispondere di concorso in omicidio, agli inquirenti –, gli facevo da tassista. Non sapevo neppure che avesse una pistola con sé".

Costa ha fornito il nome e le generalità dell’uomo che era con lui quando è arrivato in via Boccaccio dove Avvisato abitava da qualche mese prima di trasferirsi da Pistoia.

Secondo quanto ricostruito fino a ora dai carabinieri, i due si sono presentati poco dopo le 15,30. I vicini hanno raccontato di aver sentito distintamente alcuni uomini che litigavano in strada. E poi il rumore sordo di uno sparo. I primi a soccorrere Avvisato sono stati due fratelli, vicini di casa della vittima. A loro, accorsi dopo l’allarme dato dalla moglie di uno dei due che aveva sentito le grida di aiuto dell’uomo, Avvisato ha detto le sue ultime parole: "Aiuto, mi hanno sparato".

I soccorsi sono stati inutili. Il 118 ha fatto arrivare anche l’elisoccorso che, una volta atterrato a Carmignano, è stato costretto a ripartire vuoto. Avvisato era già morto. La pallottola lo ha preso in pieno all’arteria femorale: è morto dissanguato nel giro di pochi minuti e ogni tentativo di rianimazione è stato inutile.

Nel frattempo i due uomini sono scappati in mezzo alle case e sono stati visti da diversi residenti. Uno è riuscito anche a prendere il numero di targa della macchina, una Alfa Romeo rossa, intestata ad Andrea Costa.

Sul posto sono arrivati i carabinieri del comando di Prato con il Nucleo investigativo e la Scientifica. Subito sono partite le ricerche dell’auto in tutta la Piana. Le immagini delle tante telecamere di video sorveglianza della zona hanno fatto il resto. I carabinieri sono riusciti a intercettare il conducente nei pressi di casa sua a Firenze mentre era ancora a bordo della macchina su cui i due sono scappati. Marrucci, però, era già sceso e aveva fatto perdere le sue tracce.

Secondo quanto ricostruito, Avvisato conosceva i due uomini. Il movente potrebbe essere ricercato proprio nei rapporti pregressi che la vittima aveva con Marrucci e Costa. Avvisato ha abitato per molti anni all’Isolotto a Firenze e lì avrebbe conosciuto Marrucci. Fra le piste seguite dagli investigatori c’è quella di un regolamento di conti probabilmente dovuto a qualche debito o legato alla droga.

Il fermato, invece, ha detto di essere estraneo a tutta la vicenda e di aver solo accompagnato Marrucci a casa di Avvisato. Marrucci, fra l’altro, avrebbe messo il cellulare in modalità aereo quando si è presentato a Comeana. Un particolare che, se confermato, farebbe pensare a una esecuzione premedita. Ma nessuna ipotesi viene esclusa dagli inquirenti – il caso è seguito dal pm Massimo Petrocchi –: lo sparo potrebbe essere stato esploso come avvertimento o come delitto di impeto al culmine del violento litigio che è stato udito chiaramente dai residenti di via Boccaccio.

Laura Natoli