Dopo le proteste che abbiamo pubblicato in questi giorni, anche di mail contraddittorie inviate alla stessa persona, prima liberata dalla quarantena e poi di nuovo soggetta all’obbligo, ieri è intervenuto il difensore civico regionale Sandro Vannini per chiedere ad Asl e Regione "se non sia possibile organizzare informaticamente il sistema delle comunicazioni in modo da evitare invii di indicazioni contraddittorie alla medesima persona e, laddove necessario, revocare pregresse comunicazioni di fine quarantena richiamando espressamente la comunicazione precedente". Poi Vannini chiede se non sia possibile prevedere "forme automatiche di fine quarantena. Non si vede – aggiunge – l’esigenza di attendere una comunicazione formale se il test molecolare eseguito in una struttura pubblica è negativo, oppure si potrebbe prevedere la possibilità di fine quarantena automatica salvo diversa comunicazione dalla Asl". Sulla possibilità di attivare un sistema automatico Berti però spiega: "Un contatto telefonico con chi è in isolamento è ancora necessario, perché bisogna accertare la mancanza di sintomi da sette giorni e ci sono i casi delle persone immunodepresse".