Il procuratore Giuseppe Nicolosi. La procura ha convocato la donna sotto accusa per la relazione con il ragazzino
Il procuratore Giuseppe Nicolosi. La procura ha convocato la donna sotto accusa per la relazione con il ragazzino

Prato, 17 aprile 2019 - Verrà ascoltata per la terza volta, su nuovi elementi, l’operatrice sanitaria di 31 anni accusata di atti sessuali con minore e violenza sessuale per induzione dopo aver avuto una relazione con un ragazzino oggi quindicenne dal quale ha avuto un figlio. E’ la diretta conseguenza dell’incidente probatorio di lunedì durante il quale proprio il ragazzino diventato padre ha ricostruito i rapporti con la donna, fornendo una versione diversa da quella della trentenne. Una versione che sostanzialmente confermerebbe il quadro accusatorio, perché i rapporti sessuali sarebbero iniziati quando il giovane, ex allievo d’inglese della donna, aveva ancora 13 anni. Non solo, nel suo racconto il giovane avrebbe confermato le pressioni della trentenne per non interrompere la loro relazione. Ma ci sarebbe anche di più.

Nuovi particolari introdotti dall’avvocato Roberta Roviello, che rappresenta il ragazzino e la sua famiglia, sui quali la procura adesso vuole fare accertamenti. Roviello infatti ha anche depositato nuovi documenti (non si tratta di foto o video) che sono stati allegati alla denuncia nei confronti della donna e che la integrano. A questo punto la trentenne verrà sentita dalla procura per precisare le imputazioni a suo carico sulla base di quanto emerso nell’incidente probatorio. Potrebbero esserle contestate nuove accuse. La donna è già stata convocata per la prossima settimana. Sarà la terza volta che verrà ascoltata dai magistrati, dopo le dichiarazioni spontanee rese all’inizio dell’indagine e l’interrogatorio di garanzia dell’inizio di aprile.

Nel suo racconto il ragazzino avrebbe parlato anche del marito della donna. In particolare avrebbe fornito elementi utili a confermare l’accusa mossa dalla procura nei suoi confronti, ovvero che l’uomo avrebbe riconosciuto come suo il figlio piccolo, nato invece dalla relazione della moglie con l’ex allievo, pur sapendo di non essere il padre. L’accusa in questo caso è alterazione di stato. Non è chiaro se verrà di nuovo convocato in procura anche lui. La prima volta non si è presentato. A questo punto, ora che è stato ascoltato il ragazzino in sede di incidente probatorio (è rimasto per circa tre ore nell’aula protetta del tribunale), e una volta che sarà stata risentita la donna sui nuovi elementi emersi lunedì, si può ipotizzare che l’indagine verrà chiusa in tempi rapidi. La versione fornita dal ragazzo, infatti, viene ritenuta dagli inquirenti credibile e coerente con il quadro accusatorio definito finora. Un quadro però che potrebbe cambiare e farsi più pesante nei confronti dell’indagata.