Dodici fatti per dodici mesi. Il più tragico è l’alluvione. La morte di Francesco Nuti che la città porta nel cuore

Gli eterni problemi dell’ospedale, l’aggressione di Martina, il caos del Pecci e del trasporto pubblico. E’ stato un anno difficile, ma Prato nei giorni terribili di novembre ha mostrato anche il suo volto migliore .

Dodici fatti per dodici mesi. Il più tragico è l’alluvione. La morte di  Francesco Nuti che la città porta nel cuore

Dodici fatti per dodici mesi. Il più tragico è l’alluvione. La morte di Francesco Nuti che la città porta nel cuore

Il 2023 inizia con un’emergenza purtroppo ricorrente: il pronto soccorso. Complici i festivi, le ferie, i virus influenzali, il Santo Stefano a gennaio vive giorni da dimenticare. Decine e decine di segnalazioni di persone costrette a passare giorni e notti in barella, spesso anziani. L’ospedale è piccolo, si sa, la buona volontà di medici e infermieri, troppo pochi per una città come la nostra, non può bastare. La notte del 21 febbraio Martina Mucci, cameriera di 32 anni, viene aggredita con inaudita ferocia al suo rientro a casa, alla Pietà. Grazie alle indagini della procura finiranno a processo l’ex fidanzato che è ritenuto il mandante, l’esecutore materiale del pestaggio e un suo complice, imputati di sfregio permanente, lesioni aggravate e rapina aggravata. Un altro gravissimo episodio di violenza su una donna, l’ennesimo. "Ringrazio di essere viva, ora combatto per tutte le vittime degli ex", è la battaglia di Martina.

Prato è la decima città d’Italia per costo delle bollette dell’acqua. Secondo il dossier pubblicato a fine marzo dal Centro studi Ircaf, la spesa media annua per una famiglia di tre persone a Prato è di 533 euro, contro i 379 della media nazionale. Il 2023 è un anno orribile per le bollette in generale, complici i rincari delle materie di prime. Aprile inizia con l’arresto di Patrizia Nocerino, presidente dell’associazione "Qua la zampa" che ha in gestione il canile comunale Il Rifugio. Sotto inchiesta anche una veterinaria dell’Asl, tre guardie zoofile e un volontario. Secondo la procura avrebbero perpetrato vari illeciti ai danni di ignari proprietari di cani costretti a pagare (in nero) per poter riavere gli animali accalappiati dal servizio che l’associazione svolge da anni. Riccardo Palandri è il nuovo sindaco di Poggio a Caiano: il 15 maggio il candidato civico sostenuto dal centrodestra si impone per 61 voti su Francesco Puggelli, dopo una campagna elettorale particolarmente infuocata. Nella nostra provincia non era mai accaduto che un sindaco uscente di centrosinistra perdesse le elezioni.

Il 12 giugno a Roma a 68 anni si spegne Francesco Nuti. Resterà per sempre nel cuore dei pratesi, con il suo genio, il suo sorriso intriso di malinconia. Resteranno i suoi film, il suo grande amore per la città. Cecco da Narnali, l’attore e il regista, le vette del successo e le cadute, la sua ironia, la sua poesia, i suoi dolori, la sua capacità di stupore. I pratesi non smetteranno mai di volergli bene. Non solo loro. Sotto il sole infuocato dell’ultimo giorno di luglio viene finalmente posta la prima pietra della nuova palazzina dell’ospedale, dedicata alla memoria di Gigi Biancalani, ex vice sindaco ed ex presidente dell’Ordine dei medici. Con un investimento di oltre 25 milioni porterà 104 posti letto in più al Santo Stefano, si spera entro il 2026. Il cantiere parte sette anni dopo il primo stanziamento del governo per realizzarlo, dieci anni dopo l’inaugurazione di un ospedale troppo piccolo, 18 anni dopo l’annuncio che sarebbe stato così piccolo. Ma erano considerati trogloditi i pratesi che con buon senso avevano detto che non sarebbe bastato. Il 28 agosto due lettere di licenziamento per due dipendenti del Pecci, in tronco e senza preavviso. Lo decide il cda presieduto da Lorenzo Bini Smaghi. I lavoratori e i sindacati sono sul piede di guerra, la città si indigna. I licenziamenti saranno ritirati dopo un mese, ma i numeri del Pecci restano foschi: meno di 1300 biglietti interi staccati per le mostre nel 2022, oltre 330mila euro di perdita d’esercizio, più di due milioni di contributi pubblici, di cui 1,2 dal Comune di Prato e 730mila euro dalla Regione. Dieci secondi di terrore. Tanti sono bastati a un cinese per uccidere un connazionale, il socio in affari, in una sala biliardo al Macrolotto Due, la notte tra il 25 e il 26 settembre. Gli ha sparato alla schiena e poi si è ucciso, con un colpo di pistola al petto. Di natura economica il movente del delitto, ennesimo episodio di violenza nella comunità cinese di Prato. Ottobre, i residenti del centro scrivono una lettera aperta alle istituzioni, denunciando episodi di spaccio a tutte le ore del giorno e della notte, che restano impuniti. I pusher in monopattino, gli immobili abusivamente occupati che diventano le centrali del rifornimento. I blitz delle forze dell’ordine non bastano ad arginare il fenomeno. I controlli aumenteranno, specie in zona Serraglio. Ma la droga resta un’ emergenza per la città.

Non dimenticheremo mai la notte del 2 novembre, con la furia dell’acqua che allaga le case e le fabbriche, con il Bisenzio che esonda come nessuno ricorda fosse accaduto, con i torrenti che rompono gli argini a Seano, Oste, Montemurlo, i disastri nelle frazioni a ovest e nord di Prato, in Vallata. Non dimenticheremo lo strazio di quei giorni, le evacuazioni, la solidarietà e le lacrime. In provincia tre morti, quasi 4mila imprese devastate, 10.145 abitazioni colpite e 30 edifici pubblici, compreso l’ospedale, con il pronto soccorso chiuso per giorni. Un conto preciso dei danni ancora non c’è. Per i tragici eventi meteo di quei giorni in Toscana la Regione ha quantificato nel complesso due miliardi, di cui 600 milioni per le famiglie, 1,2 miliardi per le imprese, il resto fra beni pubblici e agricoltura. Il portale per la denuncia dei danni è attivo, le domande vanno presentate entro il 19 gennaio. La bomba d’acqua non prevista, la cura dei corsi d’acqua non adeguata, il cemento, il problema dei fanghi e dei rifiuti, le polemiche sugli aiuti che tardano ad arrivare. Impossibile sintetizzare in poche righe la portata di quello che è successo. Una data purtroppo storica per Prato. In attesa dei conti e dei ristori, dicembre va in archivio con un altro fronte di problemi: il trasporto pubblico. Le parole del sindaco Biffoni: "Ogni giorno arrivano segnalazioni su corse saltate, arrivi in netto ritardo, percorsi sbagliati, bus che saltano le fermate, guasti. Ho detto in tempi non sospetti che quella gara regionale rischiava di fare danni ma nessuno mi ha ascoltato, adesso chiedo alla Regione una soluzione". La chiedono insieme a lui tutti i sindaci della provincia, facendosi portavoce dei disagi delle persone.