Scoperto e chiuso albergo abusivo: otto camere, reception e insegna

La polizia municipale era già stata a fare sopralluoghi nella struttura di Tavola intimando alla titolare di mettersi a norma. Ma in Comune non è arrivata nessuna richiesta. Sigilli e maxi multa da 2.000 euro

L’esterno della struttura a Tavola che è stata chiusa dalla polizia municipale in quanto non aveva l’autorizzazione a operare come un albergo
L’esterno della struttura a Tavola che è stata chiusa dalla polizia municipale in quanto non aveva l’autorizzazione a operare come un albergo

Prato, 13 febbraio 2024 – Un albergo abusivo con tanto di insegna all’esterno per attirare i clienti. E’ quello che è stato scoperto dalla polizia municipale a Tavola. La struttura è stata chiusa in quanto non aveva i titoli amministrativi per fare attività ricettiva, perché mai presentati in Comune.

La struttura era composta da otto camere disposte su due immobili, con una unica reception, condotta da una cittadina orientale di 50 anni, titolare del contratto di affitto degli immobili, mai presente durante i sopralluoghi degli agenti. La donna, che si negava per le contestazioni, è stata rintracciata personalmente per le necessarie notifiche dopo complesse ricerche da parte degli agenti dell’ufficio di polizia commerciale.

L’attività ricettiva, nonostante fosse irregolare, si presentava al pubblico con una insegna di affittacamere ben visibile dalla strada. Gli accertamenti della Municipale sono iniziati l’estate scorsa quando, durante un ordinario controllo amministrativo era emersa la presenza di una nuova attività priva dell’autorizzazione a operare come struttura ricettiva.

Oltre alla contestazione della sanzione di 2.000 euro era stato quindi avviato il procedimento amministrativo con invito alla conformazione della struttura e contestuale sospensione. Alla scadenza dei termini, non avendo ricevuto alcuna notizia dall’impresa, il Comune ha emesso un’ordinanza di chiusura immediata che è stata disattesa dalla proprietà e per questo sanzionata dagli agenti della Municipale.

Inoltre era stata emessa la diffida ad ottemperare all’ordinanza con ordine di chiusura con apposizione di sigilli, anche quest’ultima ignorata, come accertato nell’ultimo sopralluogo della polizia commerciale.

Durante le operazioni di accertamento due delle camere erano utilizzate da ospiti che hanno dovuto immediatamente lasciare i locali per consentire l’esecuzione della chiusura coattiva. Dagli accertamenti eseguiti è emerso che la cessione delle stanze era fatta con pagamento in contanti per importi dai 50 ai 60 euro a notte: naturalmente non era presente sul posto alcuna documentazione fiscale e contabile.