Salvatore Cipolletti
Salvatore Cipolletti

Ponsacco, 22 marzo 2019 - Parla Jakub, uno dei ragazzi che era con Salvatore Cipolletti, nella casa di Varsavia, quando il 24enne studente di Ponsacco – poco dopo la mezzanotte di sabato – ha compiuto il volo mortale dal settimo piano. C’era anche lui, insieme ad un ragazzo croato e all’amico di Lucca. Tutti appassionati di giochi on line. «Ma il gioco in questa faccenda non c’entra niente», dice Jakub che si lascia intervistare per dare un altro copione e altre ragioni a quello che è successo. Un lungo dialogo dove ricorda «Cipo», come lo chiama lui: «Un ragazzo dal cuore grande». Iniziamo. 

Salvatore era suo amico, giusto?
«Era un mio grande amico, direi...»

Avevate fatto altri viaggi insieme? 
«Sì, siamo stati in diversi posti prima come Praga e Bucarest». 

La notte in cui è morto lo ha visto turbato o preoccupato?
«Cipo aveva il cuore spezzato».

Per una donna? O aveva dato segnali di altre preoccupazioni?
«Non ha visto più motivi per vivere. Era una persona molto intelligente e stava approfondendo argomenti complessi. Aveva una cotta per una ragazza, ne parlava molto apertamente. Sto raccontando tutto questo a causa delle molte cose false e feroci di cui si è parlato in questi giorni. C’è chi ha cercato di farci passare come degli assassini, fregandosene dei nostri sentimenti. Con poche informazioni è impossibile ricavarne una storia. È come assemblare un puzzle senza la maggior parte dei pezzi».

Cos’è successo, allora, quella notte? Ci dica. 
«Era una festa chiusa, tra vecchi amici che si conoscevano da più di cinque anni. Cipo era chiaramente arrabbiato da un paio di settimane. Eravamo in disparte a divertirci e abbiamo fatto progetti per gli altri giorni. Speravamo di poter parlare di persona con lui dei suoi problemi. Andando avanti nella notte, Cipo stava diventando sempre più chiuso in sé stesso e teneva in mano il telefono. Ad un certo punto si è alzato in piedi e ha fatto quello che ha fatto. La polizia sta facendo indagini: hanno fatto ogni sforzo per verificare cosa sia successo. Quando i risultati saranno inviati alla polizia italiana, tutti si renderanno conto che questa storia ci sta facendo male. Così come tutti questi sospetti».

Cosa è stato detto di sbagliato?
«La farò semplice. Non c’era il quinto uomo. Non c’è stato alcun omicidio. Cipo ha parlato con Adrian al telefono per dieci minuti su una questione che solo noi tre potevamo sapere».

E il segno di cui parla nel file audio?
«Lascia un segno? E’ una frase che non aveva significato per noi nel momento in cui lo stava dicendo. Dopo quello che è successo allora ho ricostruito e capito. Stava graffiando il tavolo con qualcosa di affilato... e noi dicevamo di non farlo».

E il gioco on line c’entra qualcosa in questa vicenda?
«Non abbiamo mai giocato a Call of Duty. Abbiamo giocato a diversi giochi, trascorrendo del tempo insieme in chat vocale per cinque anni». 

Quindi non eravate a Varsavia per giocare?
«Giusto, era una vacanza». 

Si è ipotizzata la presenza di droga? E’ possibile che Salvatore l’abbia assunta?
«Stava usando cose legali che lo aiutavano ad affrontare i suoi problemi di ansia».

E’ vero che i soccorsi sono stati chiamati solo da due turisti olandesi? 
«Io ho chiamato l’ambulanza subito dopo che è saltato».

Avete parlato con i genitori di Salvatore dopo quello che è successo?
«Potevano parlare con me, ma volevano parlare con Iacopo perché non conoscevano l’inglese. Hanno parlato con lui per circa quindici minuti. In quel momento io ero accanto a lui».