Un aereo
Un aereo

Ponsacco, 4 aprile 2019 - «L’appartamento era prenotato e quella era la prima notte: non ho idea di chi fosse prima in quel posto». Risponde così Jakub, il ragazzo polacco che era in vacanza a Varsavia insieme a Salvatore Cipolletti, circa la presenza – oggetto di accertamenti e indagini – di tracce di Lsd nella casa dal cui balcone il 24enne di Ponsacco è volato di sotto nella notte tra il 9 e il 10 marzo. Un volo mortale dal settimo piano sul quale indaga la procura polacca competente che ha aperto un fascicolo verso ignoti per istigazione al suicidio. «Nulla è stato offerto a Salvatore», aggiunge il giovane, tornando a parlare con La Nazione e precisando relativamente alle indagini: «ad essere sincero, non mi preoccupo perché so che siamo innocenti». Una tragedia, quella di Cipolletti, che secondo Jakub ha sconvolto tutto il gruppo di amici che era con lui. «Sono ancora in contatto con Iacopo (coetaneo di Lucca) e Adam (un ragazzo croato) e parliamo spesso – aggiunge Jakub – Salvatore era una brava persona e il mio migliore amico. Chi prova ad incolparci non ha il monopolio del dolore. Abbiamo sofferto anche noi. In Polonia sulla vicenda ho visto solo un articolo alcune settimane fa. La famiglia non vuole parlare con noi. Ho detto alla polizia tutto ciò che so». I 4 erano insieme. Si erano conosciuti grazie ai giochi di ruolo on line da tempo.

Intanto l’avvocato Ivo Gronchi, che assiste i genitori di Salvatore, dovrebbe aver iniziato a sentire nell’ambito delle investigazioni difensive – anche se su questo aspetto c’è massimo riserbo – la ragazza che da qualche tempo si vedeva con il 24 enne ed a cui Salvatore invio gli ultimi messaggi due minuti prima di morire, e un amico italiano che avrebbe ricevuto confidenze importanti da Salvatore prima della sua partenza per la Polonia. Materiale questo ritenuto importante anche per l’esposto alla Procura di Pisa, affinché la magistratura italiana apra un’indagine sul caso. Intanto i biglietti aerei, andata e ritorno per Praga, già fatti da Salvatore, che avrebbe dovuto fare il viaggio nel ponte di Pasqua insieme alla ragazza con cui usciva e una sua amica, sono stati inviati alla Procura di Varsavia. 

Questi, secondo familiari e avvocato, dimostrerebbero «l’incompatibilità con ogni intendo suicida». Anche se gli amici, sentiti dalla polizia, avrebbero dato tutti la stessa versione: quella sera Cipolletti era cupo, tutto preso dal suo cellulare, «si era come estraniato dal gruppo»; ad un certo punto – mentre si trovavano tutti in soggiorno – si sarebbe alzato di scatto dalla poltrona, avrebbe poggiato occhiali e cellulare e si sarebbe diretto verso il balcone da dove è volato di sotto. La vicenda però presenta dei buchi neri che per la famiglia richiedono chiarezza.