Pronto soccorso
Pronto soccorso

Pontedera (Pisa), 9 gennaio 2020 - La festa dell’ultimo dell’anno si è trasformata in un incubo per una ragazzina di 16 anni. Bullizzata da alcune coetanee e colpita con un pugno al volto. La vicenda, comprensibilmente avvolta da uno stretto riserbo, è emersa solo ieri e non è ancora chiaro se sfocerà in denunce o provvedimenti giudiziari. Quello che si sa è che la minorenne, accompagnata dai genitori, si è fatta medicare e refertare al pronto soccorso dell’ospedale di Pisa domenica scorsa, 5 gennaio, a cinque giorni dall’accaduto. La prognosi sarebbe di dieci giorni, quindi ampiamente sotto i quaranta giorni stabiliti dalla legge affinché il procedimento da parte delle forze di polizia venga avviato d’ufficio.
Questo, ovviamente, non ridimensiona la gravità di quanto sarebbe successo a una festa privata la notte di Capodanno in un paese della Valdera. Festa alla quale avrebbero partecipato molti ragazzi e ragazze. Tra questi anche la sedicenne che, stando a quanto riferito, sarebbe stata presa di mira per tutta la sera da altre due ragazze e alla fine anche picchiata. La ragazzina è arrivata a casa con un occhio nero. Forse per vergogna, o forse perché pensava di rischiare altre conseguenze dalle amiche bulle e violente, non avrebbe detto niente fino a quando domenica non ha raccontato tutto e i genitori l’hanno accompagnata al pronto soccorso di Pisa. I medici l’hanno visitata e sottoposta a tutti gli accertamenti del caso che hanno escluso conseguenze gravi. I dieci giorni di prognosi sono il tempo che ci vorrà per far riassorbire l’ematoma all’occhio.

Ci vorrà più tempo , sicuramente, affinché nel cuore e nella mente della ragazzina si riassorba il ricordo di quanto accaduto la notte di Capodanno. Quando la sedicenne pensava di trascorrere una serata in allegria tra l’anno che finiva e quello che iniziava. Non è stato così, purtroppo. Al momento, lo ripetiamo, non ci sarebbero denunce né ai carabinieri né alla polizia. La sedicenne e i suoi familiari hanno tempo altri giorni per presentarsi davanti alle forze dell’ordine e formalizzare un atto di accusa nei confronti delle ragazze che avrebbero bullizzato e picchiato l’adolescente.
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