SARAH ESPOSITO
Cronaca

Pro vita torna all’attacco. Il sindaco perplesso: "Perché scelto Lajatico?"

L’associazione ha organizzato per il 22 ottobre un incontro sulla famiglia. Nomi di spicco per un evento organizzato in un paese teatro di forti polemiche.

Pro vita torna all’attacco. Il sindaco perplesso: "Perché scelto Lajatico?"

Pro vita torna all’attacco. Il sindaco perplesso: "Perché scelto Lajatico?"

Il tema della famiglia è al centro di un incontro che si terrà domenica 22 ottobre al teatro di Lajatico organizzato dall’associazione Pro vita e famiglia. Il volantino gira da giorni sul web, gli ospiti annunciati sono: il monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana in Kazakistan, l’ex senatore Simone Pillon, il presidente di Pro vita e famiglia onlus Toni Brandi e il portavoce dell’associazione Jacopo Coghe. Un dibattito moderato da Diego Fusaro saggista e opinionista. Un evento che partirà nel primo pomeriggio, alle 14.30, nella piccola sala di Lajatico, con solo 99 posti a sedere, per poi concludersi con una fiaccolata dei partecipanti fino alla chiesa del paese. Ma perché a Lajatico? "È originale – commenta il sindaco Alessio Barbafieri – che si scelga un posto così piccolo come Lajatico per nomi così di spicco". Il Comune ha scelto di non patrocinare l’evento perché fortemente schierato e divisivo. Il tema, le posizioni delle personalità coinvolte e soprattutto il luogo in cui si è scelto di svolgerlo producono nella mente di chi ha seguito le vicende politiche e sociali degli ultimi mesi un nesso quasi immediato tra questo evento e ciò che è successo, proprio nella cittadina dell’alta Valdera a inizio anno, quando dei volantini hanno attaccato il sindaco e creato un collegamento tra la bassa natalità e l’omosessualità. "Perché abbiamo scelto Lajatico? – risponde Donatella Isca referente locale e regionale per la Toscana di Pro Vita & Famiglia Onlus – Perché la Valdera è meravigliosa e volevamo sfruttare la notorietà che ha la cittadina di Lajatico per promuovere il nostro evento. Un posto troppo piccolo? Noi siamo piccoli, siamo pochi, crediamo che ci sia l’esigenza di tornare alle origini, che si debba appunto ripartire dal piccolo. Non c’è nessun collegamento tra il nostro evento e quello che è accaduto mesi fa". I temi che verranno affrontati spaziano da quella che viene definita la teoria gender, intesa per chi la sostiene come qualunque riflessione sulla separazione tra identità sessuale e appartenenza biologica, la carriera alias nelle scuole, la famiglia come culla del cristianesimo e ancora la mercificazione del corpo femminile e utero in affitto. Tutte questioni che i relatori hanno affrontato più volte. Basti pensare ai duri attacchi che monsignor Schneider ha rivolto alle politiche di Papa Francesco, troppo eversive o la battaglia dell’ex senatore Pillon al decreto legge Zan.

"Questo evento – continua Isca – nasce dal desiderio di promuovere la famiglia come fucina dell’umanità. Da cattolici dobbiamo poter dare speranza ecco perché la fiaccolata finale. La nostra intenzione è soltanto promuovere il bene, ci è stato donato il dono della fede e siamo fieri di poter trasmettere ciò che abbiamo ricevuto".