Carabinieri all'opera sulla scena del crimine
Carabinieri all'opera sulla scena del crimine

Montopoli, 18 novembre 2018 - Arrivano dall'autopsia le prime conferme alla confessione resa al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pisa Pietro Murano da Danny Scotto.

Il 27enne, lo ricordiamo, ha ammesso di aver ucciso venerdì 9 novembre l’amico Giuseppe Marchesano. Almeno dieci i colpi sparati dall’operaio agricolo di Chiesina Uzzanese a Castel del Bosco, nel salotto di casa dell’amico, coetaneo, e operaio in una ditta di manutenzione muletti e carrelli elevatori con sede a Firenze. Scotto, alla presenza del pm Sisto Restuccia – che coordina le indagini – ha detto di aver ricaricato due volte la 357 Magnun durante il delitto: 4 colpi hanno raggiunto Marchesano al volto e uno alla coscia. Tutti e quattro i colpi alla testa sono stati potenzialmente mortali. Non è stata determinata la sequenza con cui il giovane avrebbe sparato: ma non ci sarebbero dubbi per gli inquirenti circa l’intenzionalità e la lucidità nel compiere il delitto. Ora alla confessione di Scotto gli inquirenti devono trovare tutti i riscontri. 

Nella foto piccola Danny Scotto, nella grande Giuseppe Marchesano A destra la vittima, Giuseppe Marchesano. Più a sinistra il reo confesso dell'omicidio, Danny Scotto

L’esame autoptico del medico legale Chiara Toni ha trovato i primi. Gli altri arriveranno dal Ris di Roma, sia quello sulla balistica che su quanto repertato sulla scena del crimine (tracce, impronte) e tamponamenti sul corpo della vittima: gli specialisti del reparto investigazioni scientifiche dell’Arma dei carabinieri procederà anche alla comparazione del Dna per collocare il reo confesso sul luogo della tragedia.

Quindi ulteriori riscontri ed approfondimenti sono in corso sulla personalità di Scotto e sull’amicizia che lo legava a Marchesano, dove si anniderebbe il movente dell’omicidio. Un’amicizia di lunga data, nata sui banchi delle scuole superiori e che, circa un anno fa, si era in qualche modo interrotta e deteriorata. Scotto, da quanto è emerso, ha ammesso fin da subito – anche nel primo interrogatorio quanto ancora negava responsabilità nel delitto – di non aver mai ricevuto spiegazioni circa l’allontanamento dell’amico e di aver cercato due volte (a marzo e a ottobre) di riallacciare i rapporti.

Un ultimo tentativo l’ha fatto nel giorno del suo compleanno quanto è andato a trovare a casa Marchesano: ne è nato l’alterco davanti al quale Scotto, turbato e deluso in una fase difficile della vita, ha reagito facendo fuoco e lasciando Giuseppe sul divano crivellato di colpi.