Un momento di Lineapelle
Un momento di Lineapelle

Santa Croce sull’Arno, 22 settembre 2020 – Sono giorni cruciali per la filiera della pelle protagonista dei primi grandi appuntamenti dal vivo dopo il lockdown che ha gettato i comparti in una crisi ancora in atto e sotto uno scenario ancora di grandi incertezze: il lavoro è poco, a singhiozzo e le prospettive degli ordinativi per i prossimi mesi non sono chiare. A Milano sono in corso Micam, Mipel e Lineapelle, i tre appuntamenti cruciali per la moda in pelle. Fiere che hanno dovuto per certi versi cambiare veste al tempo della pandemia da Covid 19 e che, oltre la versione live, stanno sfruttando le tecnologia per consentire ad espositori ed operatori moda di tutto il mondo di restare in contatto. Quali segnali? Presto per tirare anche le prime somme. La presenze, si apprende, sono state e sono buone. E dal Salone Internazionale della Calzatura, comunque, sta emergendo un’indizione di mercato. Il mondo della scarpa resta dominato da sneaker e griffe. Se guardiamo lo stile, per l’uomo torna in modo importante il mocassimo e per la donna i sandali in pelle. Si abbassano i tacchi e prevale il confort. Queste le prime tendenze. Ma il dato forte che resta importante è quello che vede ancora pesare la congiuntura sulle imprese che stanno vivendo la prova più dura degli ultimi decenni. Nel Comprensorio del Cuoio gran parte dei calzaturifici sono in difficoltà e qualche settimana fa, con una riunione al Polo Tecnologico Conciario, lanciarono un forte grido d’allarme sulla tenuta del settore.
Si è aperta anche Lineapelle con una sensibile flessione di espositori:  320 in totale provenienti da 14 Paesi. Nel febbraio scorso erano stati ben 1250. E ovviamente ridotta anche la delegazione toscana: un centinaio circa le aziende a Milano. Ma presenze, comunque, significative, per dimostrare la volontà di ripartire e sfidare il momento drammatico che vede ancora un rallentamento del lavoro a due cifre e la metà degli operai in cassa integrazione. Questa Lineapelle è un passaggio importante sia di vitalità del settore, sia per avere un primo quadro dello scenario che aspetta il mondo conciario. Infatti sono circa 4.000 i buyer registrati di cui il 20% stranieri che si confronteranno con le proposte delle aziende che hanno scelto di esserci alla prima edizione smart della fiera più importante per il pianeta pelle. In scena anche il Mipel che riunisce il mondo della pelletteria che sta cercando di recuperare il più possibile di quanto perso a causa del lockdown e del blocco che la pandemia ha imposto sui mercati di  Paesi strategici – come Usa, Inghilterra, Francia e Germania – ancora sotto la scure pesante del Covid