Macelloni, nuovo atto: "Tanti progetti da finire. La Valdera deve cambiare"

Il primo cittadino di Peccioli si candida a sindaco per il terzo mandato di fila "Per una Valdera frantumata, che avrebbe tante carte da giocare".

Macelloni, nuovo atto: "Tanti progetti da finire. La Valdera deve cambiare"

Renzo Macelloni

Riflessioni intime e percorsi di ascolto in seno alla maggioranza e al Pd che hanno portato il sindaco Renzo Macelloni a dire "sì, mi ricandido con la lista Peccioli Futura, appoggiata dal Pd". L’ufficialità giunge ieri, quando il primo cittadino ha formalizzato la candidatura per tentare un mandato tris. Una candidatura ufficializzata insieme al vice sindaco Anna Dainelli, al capogruppo di maggioranza Fausto Lazzereschi e al segretario del Pd di Peccioli Marco Buti. Macelloni in primis, snocciola i grani delle domande: "Ho avuto dubbi, non lo nego. Ma mi sono chiesto: la mia presenza è utile o sono un elemento di disturbo per una Valdera oggettivamente in frantumi?".

Domande che hanno lambiccato la testa del primo cittadino. Fino a giungere a una sintesi di pensiero in cui è maturato il sì alla candidatura. "In primis, Peccioli è una macchina complessa, a detta di molti. Per me è ben rodata e continua su grandi scommesse – ha detto –. Essere luogo in cui planano e da cui planano progetti internazionali accresce le responsabilità. Ho lavorato con grande passione, ci sono ancora progetti da portare avanti con Peccioli che è polo di innovazione, culla di arte contemporanea, centro di gravità. Peccioli come modello di studio, tanto che sarà oggetto di un dottorato di ricerca".

Macelloni vuole togliere le spine alle questioni delle politiche oltre la demarcazione geografica di ogni singolo campanile. "In una Valdera frantumata, che ha tante carte da giocare, grido a gran voce ai candidati sindaci: vi sia possibilità reale di misurarci sui progetti di area, senza gli atteggiamenti sclerotizzati che hanno segnato gli ultimi 5 anni. Perché ci sono progetti che altri Comuni hanno affossato come Linking Valdera, che giovava più a altri municipi che a Peccioli? Perché qualche amministratore era quasi contento del fatto di non essere arrivati in finale con la capitale della cultura, candidatura che era di area? I progetti possono essere rivisti, ma chi crede che si possa fare qualità, e qualità dei servizi, solo nel proprio orticello, farebbe bene a non fare l’amministratore. Hanno senso 50 scuoline in questo territorio? Mettere confini è mettere un limite alla qualità. Su questo insisteremo in campagna elettorale e mi auguro che arrivi una visione diversa, di area - aggiunge Macelloni - anche da Pontedera. Perché Pontedera è Valdera, Peccioli fa la Valdera. E Pontedera deve spingere di più sulle politiche di area. E spero in una prospettiva diversa anche dall’Unione, che non sia limite alla programmazione".

Poi, il capitolo Belvedere: "E’ un punto di riferimento regionale, gli investimenti devono essere portati avanti: è tecnicamente privata, ma moralmente pubblica. Non pensiamo solo al lavoro pulito sul piano giuridico e economico di Belvedere. Mi preme un dato: la discarica di Legoli accoglie annualmente 7.400 presenze turistiche, di cui 1.400 sono gite studentesche. Il museo nazionale di San Matteo, a Pisa, raccoglie sulle 4 mila presenze".