Unicka con Gianluca Lami
Unicka con Gianluca Lami

Staffoli (Pisa), 9 marzo 2017 - I ladri di Unicka e Vampire Dany sapevano che l’allarme delle scuderie di Staffoli era difettoso in un punto preciso della recinzione. Colpa, pare, di un sensore guasto. E da un cancello secondario, situato proprio in quel punto, sarebbero passati nella notte tempestosa tra lunedì e martedì per arrivare alle stalle, prendere la cavalla dalla criniera bionda e il puledro di tre anni e fuggire via. Esperti. In tutti i sensi.

Esperti di cavalli e conoscitori dell’azienda della famiglia Lami. Su questo ormai non ci sono più dubbi. I carabinieri hanno accertato che l’allarme è stato inserito alle 19,30 e disinserito martedì mattina alle 5 quando l’allenatore danese Erik Bondo è arrivato alla Wave per dare da mangiare alla cavalla punta di diamante del trotto italiano ed europeo.

Nelle nove e ore e mezza l’allarme della scuderia Wave e dell’azienda Villa Liana non è stato mai disinserito. I ladri sapevano del guasto all’allarme? Quasi sicuramente si, anche perché è molto improbabile che si sia trattato di un caso. La notte di fulmini e tuoni. Anche questa non sembra un caso, con meno persone e meno controlli in giro. Quindi, potrebbe trattarsi di malviventi che vivono in zona, o al massimo in un raggio di una ventina di chilometri.

E ANCORA, se si è trattato di un furto per chiedere il riscatto, perché complicarsi la vita e rubare due cavalli invece della sola Unicka che tra i due è quella dal valore di gran lunga maggiore? Se, invece, è stato un atto per arrecare un danno alla famiglia proprietaria della Wave (la prima scuderia italiana), perché rubare i cavalli e rischiare di essere scoperti e non, come già successo in passato in altre scuderie, ferire la cavalla e lasciarla nel box?.

Gianluca Lami, il proprietario, nega di aver ricevuto minacce o tentativi di estorsione. «Ho aziende in tutto il mondo – ha spiegato – e ho sempre lavorato con grande serenita». Le stesse dichiarazioni che l’imprenditore di Staffoli ha ripetuto anche ai carabinieri.

NON E’ semplice, come ci confermano anche alcuni esperti, in piena notte, sotto la pioggia, i lampi e i tuoni, spostare due cavalli per quasi un chilometro.

I carabinieri, infatti, ipotizzano che i due trottatori siano stati portati fino alla via Livornese in direzione Galleno e lì caricati su van o furgoni. Sul terreno fangoso sarebbero state riscontrate le impronte dei due cavalli, mentre quelle delle persone non consentirebbero di capire quanti fossero i ladri. Forse due, ma non è certo. I carabinieri stanno effettuando le indagini visionando a largo raggio le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubblica e privata.