ORENTANO di Carlo Baroni Un foro nel cranio e un corpo estraneo da isolare e sottoporre ad esame balistico per collegarlo a quella che potrebbe essere stata l’arma del delitto. Ma anche, si apprende, protesi al seno, fori sulla maglietta, e un’orecchino sul quale avviare verifiche per capire se apparteneva a Krystyna Novak, la 29enne ballerina ucraina scomparsa dalla villetta di Orentano con cui viveva con il compagno nella notte tra il primo ed il 2 novembre scorso. Il cadavere di donna ritrovato in casolare di Orentano nello...

ORENTANO

di Carlo Baroni

Un foro nel cranio e un corpo estraneo da isolare e sottoporre ad esame balistico per collegarlo a quella che potrebbe essere stata l’arma del delitto. Ma anche, si apprende, protesi al seno, fori sulla maglietta, e un’orecchino sul quale avviare verifiche per capire se apparteneva a Krystyna Novak, la 29enne ballerina ucraina scomparsa dalla villetta di Orentano con cui viveva con il compagno nella notte tra il primo ed il 2 novembre scorso. Il cadavere di donna ritrovato in casolare di Orentano nello scorso mese di maggio, ha iniziato "parlare" sul tavolo autoptico delle medici legale di Pisa.

Gli accertamenti sono iniziati ieri pomeriggio, immediatamente dopo i conferimenti degli incarichi ai consulenti in procura a Pisa. Gli accertamenti disposti dalla procura – coordina le indagini il pubblico ministero Egidio Celano – sono ad ampio raggio e vanno dall’autopsia, all’esame della macchina di Francesco Lupino, il 49enne ritenuto essere il killer della ragazza ucraina, gli approfondimenti sul cellophane e su tutto quanto repertato nel casolare, e sulla pistola restituita dal fiume a distanza di mezz’ora dal ritrovamento di quel corpo che gli inquirenti ritengono essere proprio quello della ballerina, anche se la certezza ci sarà solo con gli esiti della prova scientifica della comparazione del Dna. Sul fatto che si tratti della Novak, tuttavia (la famiglia della ragazza è assistita dall’avvocato Daica Rometta) i dubbi degli inquirenti sono pochi: quel che resta della ragazza – il corpo venne trovato ampiamente mutilato dagli animali – portava al dito l’anello di fidanzamento che è stato riconosciuto da una foto. Ora ci sarebbe anche un’orecchino e, pare, anche le protesi al seno che avrebbe avuto anche Krystyna. La procura, all’esito della lunga ed articolata indagine della Squadra Mobile di Pisa, ritiene che ad uccidere la 29enne sia stato il vicino di casa, il tatuatore Lupino (detenuto a Prato) a cui il pm, nell’imputazione provvisoria, contesta anche la premeditazione.

L’avrebbe uccisa sparandogli con la pistola. Il colpo letale sarebbe stato quello alla testa, magari sparato da distanza ravvicinata. Anche se i fori sulla maglietta potrebbero indicare che il killer l’ha raggiunta con più colpi. Il cadavere, pur mutilato dagli animali che si erano aperti nei mesi un varco nel cellophane, presenterebbe ancora ampie porzioni ben conservate, e tra queste il torace. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Lupino (assistito dall’avvocato Valentina Marcucci), per vendicarsi del fidanzato della giovane (assistito dall’avvocato Gabriele Dell’Unto), avrebbe sparato a Krystyna la sera stessa della sua scomparsa.