Il bilancio della sindaca Brogi: "Ventitré milioni in dieci anni. Lasciamo un’eredità positiva"

La giovane amministratrice ha parlato di scuole, servizi, lavori pubblici e difficoltà incontrate in questi due lustri che "hanno visto cambiare il mondo. Siamo diventati la città dei servizi".

Il bilancio della sindaca Brogi: "Ventitré milioni in dieci anni. Lasciamo un’eredità positiva"

Francesca Brogi, sindaca di Ponsacco sta per terminare il secondo mandato

di Gabriele Nuti

Nei dieci anni che hanno visto "cambiare il mondo" la sindaca Francesca Brogi ha speso oltre 23 milioni per opere pubbliche a Ponsacco. "Non solo io, ovviamente – ha tenuto a precisare la sindaca – Ma noi", indicando la sua squadra di governo e quella del 2014-2019. La conferenza stampa sul bilancio di fine mandato 2019-2024 è stata inevitabilmente l’occasione per la Brogi per parlare dei suoi dieci anni alla guida del Comune. A 36 anni è giovanissima, figuriamoci dieci anni fa quando, a soli 26 anni, venne scelta dal Pd e dalla coalizione di centrosinistra, e poi votata dal 50,43% dei ponsacchini che andarono alle urne, per fare la sindaca. E poi confermata nel 2019 con il 46,72%.

"Ponsacco è diventata in questi anni città dei servizi – ha detto Francesca Brogi – Ed è per questo anche attrattiva per i cittadini di altri comuni. Come di imprenditori e investitori privati che hanno scelto la nostra zona industriale". Un modo per diversificare dalla monocultura del legno che caratterizzava Ponsacco fino a un ventennio fa. "Il settore del mobile è in crisi – ha detto ancora la sindaca di Ponsacco – Ma abbiamo comunque aziende d’eccellenza e i nuovi insediamenti hanno contribuito a far crescere ulteriormente la nostra zona industriale. La via di Gello ha cambiato volto, è una strada prettamente commerciale. Così come Le Melorie grazie anche alla Farmacia Comunale gestita da Farmavaldera".

"Noi siamo convinti di lasciare un’eredità positiva a chi verrà dopo di noi – ha aggiunto Brogi – Certo, i problemi non mancano, come la questione del ponte su via Chiavaccini e via della Robbia per Val di Cava o la totale liberazione del palazzo di via Rospicciano o il polo socio sanitario per citare quelli, forse, più noti, ma il lavoro fatto è stato tanto e non sempre facile. La questione dell’edificio di via Rospicciano, ad esempio, ha segnato i miei due mandati. Nel 2016 le famiglie arrivarono qui, in appartamenti privati e con regolari contratti d’affitto, dopo essere stati mandati via da altri Comuni con incentivi economici senza fare nulla per trovare loro una sistemazione. Ce li siamo ritrovati noi e il percorso per arrivare al punto attuale, vale a dire 39 appartamenti liberati su 54 e con un aiuto di 200mila euro dalla Regione per il ricollocamento delle 15 famiglie restanti, tutte con fragilità, è stato complicato e non scontato. Il polo socio sanitario è il più grande rammarico. Ma anche su questo ci si è messa di mezzo la pandemia e poi la guerra, con aumenti dei prezzi dell’edilizia. Era un nostro obiettivo, ma non ci riusciremo. Toccherà a chi verrà dopo di noi il taglio di quel nastro".

"Il 13 aprile inaugureremo il nuovo teatro a Villa Elisa – ha detto ancora Francesca Brogi – mentre la nuova piazza della Repubblica sarà pronta entro la fine della legislatura. Abbiamo avuto un ritardo di tre mesi per gli scavi archeologici. Siamo molto dispiaciuti, ma non potevamo fare niente di diverso. Abbiamo dovuto cambiare il progetto e prevedere anche una pavimentazione che evidenzi sulla piazza il punto dove si trovava la torre con la porta di ingresso al castello di Ponte di Sacco. La spesa per la piazza rientra negli oltre 15 milioni investiti in questo secondo mandato, molti intercettati grazie ai fondi del Pnrr".

"Servizi, ma anche interventi corposi sulle scuole, sulla bellezza con le installazioni e gli incentivi per il centro, il verde tramite la sistemazione di parchi e piantumazione di 700 nuovi alberi, uno per ogni nato, pista ciclabile tra Parco Urbano e il Poggino – conclude la sindaca Brogi – Abbiamo fatto un grande lavoro sociale e culturale per l’inclusione. Credo che si possa dire che Ponsacco ha oggi un’offerta culturale importante e che è una città viva".