Giani declina l’invito Pd. Fumata nera a Ponsacco

Elezioni, ancora non c’è un nome sicuro nella cittadina del mobile per i Dem. E a Capannoli stasera la rovente assemblea per sciogliere il nodo primarie.

Giani declina l’invito Pd. Fumata nera a Ponsacco
Giani declina l’invito Pd. Fumata nera a Ponsacco

"Candidarmi a sindaco? No, grazie. Ho ricevuto un invito a candidarmi, sì non lo nego. Ma voglio dedicarmi alla mia famiglia e all’impegno che da anni ho nell’associazionismo". E’ il curioso caso del Pd di Ponsacco, un partito che, per il dopo Brogi, fa i conti con una sequela di rinunce. Le parole in grassetto appartengono a Alessio Giani, ossia l’ennesimo nome papabile per la candidatura a sindaco nel Pd. E altra defezione. Giani declina così l’invito per ragioni personali (è diventato pradre da 5 mesi). E i Dem si arrovellano, si immagina con ragionevole certezza. E al momento non arriva nessun segnale dalla segreteria (il nostro giornale ha provato più volte a contattarla). E’ la fotografia di un Pd forse dilaniato dalle correnti, forse in cerca di un nome che si faccia sintesi del governo uscente e di nuove proposte. O che sia alternativo, in toto, al governo Brogi. E perché porsi in contrapposizione alla sindaca uscente?

Un Pd che stasera, a Capannoli, si gioca le elezioni. Gli iscritti Dem, una parte si intende, non hanno gradito lo smacco alla sindaca uscente Arianna Cecchini. Gli iscritti al Pd si sono "auto convocati" lunedì scorso in quel di Santo Pietro Belvedere, contestando la decisione di candidare Barbara Cionini, sostenendo invece la candidatura della sindaca uscente Arianna Cecchini. La via di uscita? Sarà il partito a decretare il finale di una lotta intestina ma, come abbiamo già annunciato, si può prospettare il passo verso primarie. O una rottura definitiva tra Cecchini e Pd, uno scenario papabile ma che al momento non trova cornici certe. E il motivo è lapalissiano: la sindaca uscente non ha intenzione di mollare o di farsi da parte. Quindi, è lecito pensare che il Pd stia tentando, in queste ore, di tamponare l’emorragia interna. Ferite dovute a faide che il Partito, a vari livelli, non riesce a sanare.

E a Pontedera? C’è un Matteo Franconi lanciato come un missile nella galassia elettorale. Candidatura stra benedetta dal Pd e che, al momento, non teme nulla a livello di ribaltoni interni. Ma c’è anche il nodo centrodestra. E centrodestra vuol dire Matteo Bagnoli. Fino a ieri in ferie, lui non risponde a domanda diretta, preferisce glissare e attendere le direttive del partito. "Per chi vuole, la nostra sede è sempre aperta", dichiara. Ma, c’è da scommeterci, sarà di nuovo lui a sfidare Franconi, nel copione già visto nelle elezioni 2019.