Discarica Grillaia e le proteste, parole diffamatorie sui social: condannato un 70enne

Un post su Facebook pubblicato nel dibattito sull’impianto fece scattare querela e indagini. ll giudice ha inflitto all’imputato la pena di 450 euro di multa e disposto il risarcimento del danno

Discarica ex Grillaia

Discarica ex Grillaia

Chianni (Pisa), 6 febbraio 2024 – Alcune frasi (“sindaci arroganti e fascistelli”) – si apprende – sono state ritenute critica politica, e per quelle è scattata l’assoluzione. Per la frase dove si parlava di "bustarelle" senza averne le prove, è arrivata invece la condanna. E’ il processo di primo grado per le frasi ritenute diffamatorie nei giorni caldi delle proteste per la riapertura della discarica della Grillaia. Ieri in tribunale a Pisa è stata condannato a 450 euro di multa, un 70enne, difeso dall’avvocato Massima Baldocchi. L’uomo era finito nell’aula penale con l’accusa di aver diffamato il sindaco di Chianni Giacomo Tarrini. Il giudice lo ha condannato anche al risarcimento del danno a Tarrini e all’amministrazione comunale da quantificarsi in sede civile, stabilendo tuttavia una provvisionale di 1500euro a favore del primo cittadino di Chianni. In questo processo si era costituito parte civile anche Enrico Lupi, ex primo cittadino di Chianni, che fu sindaco quando la discarica della Grillaia venne costruita.

Al centro del dibattimento ci sono state alcune affermazioni scritte dal 70enne sulla bacheca Facebook di un altro chiannerino che furono ritenute dal contenuto diffamatorio da Tarrini e Lupi. Frasi "spuntate" nell’ambito dell’acceso dibattito sul territorio per la riapertura della discarica della Grillaia. Fu il sindaco Tarrini a ricostruire in tribunale la vicenda e come si era arrivati alla querela per diffamazione, riepilogando per sommi capi la storia del sito ed i motivi che avevano portato alla riapertura. "Una scelta progettuale, lo sottolineo anche qui, alla quale – disse Tarrini quando fu sentito – il Comune di Chianni si è dichiarato contrario anche in sede di conferenza dei servizi. Poi, però, arrivò l’autorizzazione delle Regione". Fu organizzato, quindi, un incontro con i cittadini per affrontare e dibattere il tema molto sentito sul territorio.

«Dopo quella riunione – disse Tarrini – venne pubblicato un post in cui fu affermato che i sindaci di Chianni che si sono succeduti sono sempre stati arroganti, ignoranti e fascistelli. Aggiungendo che a Chianni hanno sempre preso le bustarelle, “anche questo“, quindi riferito a me". Turbato da quelle parole Tarrini si rivolse all’avvocato Francesco Esposito Ziello. Scattarono così la querela e le conseguenti indagini. Poi il processo che si è concluso ieri.