“Dirigente pagato dai genitori”. Branca rassegna le dimissioni

Settore giovanile, il caso-Pontedera e le conseguenze dopo la squalifica di sei mesi

Ragazzi in campo in una partita del settore giovanile (foto d’archivio)

Ragazzi in campo in una partita del settore giovanile (foto d’archivio).

Pontedera, 19 febbraio 2024 – Un paio di giorni per metabolizzare l’accaduto e poi la decisione, inevitabile e… "fortemente consigliata" dalla società: Emiliano Branca non farà più parte dell’Us Città di Pontedera. L’ufficialità delle dimissioni ancora non c’è, ma fonti ben informate riferiscono che questa arriverà assai presto dopo la gravità di quanto emerso dalla conclusione (nel dicembre scorso) delle indagini condotte nei suoi confronti dalla procura federale e relativi alla stagione 2022-23.

In sostanza, secondo la procura, Branca, che all’epoca dei fatti svolgeva l’attività di direttore sportivo (pur senza averne titolo) per le squadre Primavera e Juniores granata, ruolo che stava continuando a ricoprire, favoriva i tesseramenti in cambio di denaro, proponendo ai giovani calciatori, come si legge nel dispositivo della procura "condizioni inique e violative della normativa federale, quali il previo impegno a farsi carico delle spese dovute per vitto ed alloggio, facendo a tal fine sottoscrivere ai genitori dei predetti calciatori scritture private con cui si impegnavano a corrispondere, e che di fatto corrispondevano direttamente in mani dello stesso tramite assegni, bonifici bancari o contanti".

Secondo quanto si legge ancora nel dispositivo della procura sportiva Branca avrebbe incassato "somme di denaro ivi indicate per spese di convitto". Somme che vanno dai 1.500 euro passando per i cinquemila e fino a 7mila euro.

Un comportamento costato sei mesi di inibizione a Emiliano Branca, che in passato aveva subito la stessa decisione altre due volte, nel 2010, quando era presidente della Lirenas Cervaro (cinque mesi), e nel 2017 quando si qualificava come agente Fifa, senza averne titolo, per l’Asd Atletico Pignataro (otto mesi). Ma ora, considerato il grave danno d’immagine arrecato al club – un aspetto sul quale il Pontedera ha sempre puntato molto e che rappresenta un vero patrimonio – , alla sanzione si aggiungono le fatali dimissioni.