Diario di una umanità indecisa. Alle 11 Lune va in scena Tagli

Appuntamento con lo spettacolo di Fausto Paravidino e gli attori della scuola diretta da Pierfrancesco Favino. Il regista: "Una commedia molto affollata per cercare di capire l’epoca in cui viviamo".

Diario di una umanità indecisa. Alle 11 Lune va in scena Tagli

Diario di una umanità indecisa. Alle 11 Lune va in scena Tagli

PECCIOLI

A 11Lune di Peccioli questa sera alle 21.30, in scena Tagli di Fausto Paravidino, che ne cura anche la regia. Con con gli attori de L’Oltrarno, scuola di formazione del mestiere dell’attore diretta da Pierfrancesco Favino: Federica Auricchio, Gabriele Badaglialacqua, Laura Calamassi, Sofia Capo, Umberto Jr Contini, Claudia Faraone, Sofia Giunta, Rocco Longo, Simone Gennaro Maiorano, Marta Virginia Morgavi, Sofia Novello Gergen, Francesco Riccardi, Matteo Sagratella, Giorgio Stefani. Musiche di Enrico Melozzi, audio di Claudio Somigli, costumi di Anna Cavaliere, disegno luci di Samuele Batistoni e Marco Santi e assistente alla regia, Marco Bossi

C’è una ragazza che non ha un posto dove andare e la ospita un ragazzo che ha una casa col bagno che non si chiude perché la serratura è rotta. Benni invece non riesce ad avere una storia con Giulia perché ha troppa paura. Pietro non ha il biglietto del treno. Guido è un ferroviere che ha un debole per Oriana, una sua collega, ma ha anche i suoi problemi con lo spettro di suo padre. Poi c’è una psicologa che non riesce a trovare una collaboratrice domestica, che faccia due misere ore nel suo studio, ne trova una ma non è quella giusta. Veronica vorrebbe cacciarsi nei guai ma trova solo situazioni normali. Giulia lo sa che parla troppo ma non può farne a meno. C’è una donna che sa il De Bello Gallico a memoria perché il Latino la aiuta a ragionare. E Arturo non ne può più di non dare le testate contro i muri.

"Questo è Tagli. Una commedia molto affollata che parla di un’umanità indecisa, un po’ sfinita e inevitabilmente buffa. È difficile capire l’epoca inafferrabile in cui viviamo. Noi cerchiamo di farlo interrogando il teatro, cercando di copiare il nostro presente coi suoi misteri e mettendolo sotto la lente di ingrandimento del palcoscenico", dice il regista.