di Luca Bongianni L’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera, che ha sede in viale Rinaldo Piaggio, si conferma centro di eccellenza nella lotta al tumore al cervello. Da anni all’interno dei laboratori dell’IIT la ricerca scientifica si concentra soprattutto sullo sviluppo tecnologico e la ricerca di nuovi strumenti e metodologie per combattere malattie gravi e tumori. Lo staff guidato dal principal investigator e coordinatore Gianni Ciofani con Omar Tricinci e Daniele De Pasquale, hanno...

di Luca Bongianni

L’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera, che ha sede in viale Rinaldo Piaggio, si conferma centro di eccellenza nella lotta al tumore al cervello. Da anni all’interno dei laboratori dell’IIT la ricerca scientifica si concentra soprattutto sullo sviluppo tecnologico e la ricerca di nuovi strumenti e metodologie per combattere malattie gravi e tumori. Lo staff guidato dal principal investigator e coordinatore Gianni Ciofani con Omar Tricinci e Daniele De Pasquale, hanno pubblicato per la prima volta lo sviluppo in vitro (quindi in laboratorio e fuori dall’organismo vivente) del microambiente del glioblastoma multiforme, il più aggressivo dei tumori al cervello.

"Si tratta della fabbricazione in 3D di un dispositivo, uno strumento, in pratica un chip, che riproduce il microambiente realistico del tumore cerebrale e permette di ottimizzare il testing di farmaci e nanovettori rappresentando così un’innovazione dirompente rispetto ad altri modelli attualmente ben consolidati nella biomedicina – ha spiegato il progetto il ricercatore Gianni Ciofani –. Il lavoro è stato svolto nell’ambito di un progetto europeo ERC Proof of Concept e quindi di una tipologica di finanziamento che mira all’orientamento di prodotti pronti per la traslazione industriale e commerciale. L’obiettivo è infatti quello di portare presto sul mercato i nostri "cancer on a chip".

Tecnicamente la piattaforma proposta rappresenta un modello realistico della barriera ematoencefalica per lo screening farmacologico in vitro ad alto rendimento per testare nuovi composti in presenza di tumori che possono essere ottenuti dalle biopsie dei pazienti, fornendo così farmaci personalizzati. Inoltre, questo nuovo sistema a doppia componente fornirà previsioni più affidabili dei risultati finali rispetto agli studi in vivo, discriminando bene le strategie antitumorali più promettenti già nella fase in vitro. Questo paradigma può essere potenzialmente esteso a numerose patologie legate al sistema nervoso centrale, ottenendo risultati sperimentali con grande riproducibilità e biomimetica. Ma questo studio finalizzato alla lotta al tumore al cervello non è isolato. Il team guidato da Gianni Ciofani sta portando avanti già da tre anni un progetto, detto "progetto padre", che dura cinque anni e che mira a sviluppare nanoparticelle lipidiche per trasportare un farmaco direttamente nelle zone interessate dal tumore al cervello. Una ricerca senza sosta quindi che in questi anni ha già prodotto interessanti risultati di livello mondiale.