La sfida Ue in scena a Firenze. Salvini porta Wilders in piazza. E il sindaco invita alla protesta

Domenica la Lega guida il convegno di Identità e democrazia. Non ci saranno FdI e Forza Italia. Ospite d’onore il leader olandese anti euro e anti Islam. Nardella: esponete le bandiere stellate

La sfida Ue in scena a Firenze. Salvini porta Wilders in piazza. E il sindaco invita alla protesta
La sfida Ue in scena a Firenze. Salvini porta Wilders in piazza. E il sindaco invita alla protesta

Firenze, 30 novembre 2023 – Salvini ha scelto Firenze "per orgoglio, perché è la patria italiana e immagine nel mondo del Rinascimento". Qui domenica si tiene il convegno di Identità e democrazia, il gruppo europeo che raggruppa la destra nazionalista e sovranista, dalla francese Le Pen al premier olandese in pectore Geert Wilders. Ma il centrosinistra fiorentino, capitanato dal sindaco Dario Nardella, rimanda al mittente i complimenti: "Firenze antifascista sceglie l’Europa e il futuro dei popoli, non i muri e gli egoismi".

La polemica è esplosa ormai da giorni, la tensione va crescendo. Da una parte, alla Fortezza da Basso, nella mattinata di domenica, i leader di 14 delegazioni più "i governatori, sindaci e politici leghisti" annuncia Salvini ("Forse vado anch’io" fa sapere il presidente lombardo Attilio Fontana), dall’altra la protesta variegata. Si va dall’invito di Nardella a esporre la bandiera stellata della Ue alle finestra, ai ritrovi, quattro, della Rete democratica al presidio di Firenze antifascista (centri sociali e movimento studentesco) a poche centinaia di metri dal convegno (ma quando i lavori saranno conclusi). Salvini apre al dialogo ma "non alla confusione", perché per chi vuol fare caos "c’è il codice penale e ci sono le forze dell’ordine", sottolinea.

Nardella ripete: "Firenze è una città aperta". "L’esatto opposto di come vorrebbero i sovranisti: nazioni chiuse e intolleranti. Siamo aperti, democratici, ci mancherebbe. Non cacciamo nessuno, neanche Salvini e i suoi amici nazionalisti". Con un grosso ma: "Piuttosto – aggiunge – Firenze è una città, per valori e storia, completamente incompatibile con questo linguaggio basato su odio, antieuropeismo, rabbia, paura. È Medaglia d’oro al valor militare contro l’occupazione nazifascista e ha una grande tradizione cattolica: è la città di don Milani e Giorgio La Pira, che ha aperto i gemellaggi con le città del mondo. Ma è anche una città con una tradizione liberale straordinaria, penso a Piero Calamandrei o agli azionisti". In campo anche Matteo Renzi, che sfodera la battuta: "Sovranisti a Firenze? Come portare un siciliano a Pontida". E spiega: "Se c’è una città che storicamente deve tutto alla sua apertura al mondo, è Firenze. A 300 metri dalla Fortezza c’è la chiesa di Santa Maria Novella, teatro di un concilio tra Occidente e Oriente nel 1439...". E la segretaria dem Elly Schlein: "Mi fa ridere quando Salvini ha applaudito Wilders, uno che andava in giro con i cartelli ‘mai un centesimo all’Italia’...". E il segretario toscano del Pd e deputato Emiliano Fossi parla di netta opposizione, "saremo in tanti", al "sodalizio dell’egoismo".

Il leader leghista, oltre alle reazioni della sua seconda città (viene spesso a Firenze conosciuta grazie alla fidanzata Francesca Verdini), deve guardarsi anche dal malessere dentro il centrodestra nostrano. Non ci sarà nessun esponente di Fratelli d’Italia e di Forza Italia alla convention. E non è un caso, anche se gli organizzatori leghisti specificano: "Nessun imbarazzo, noi facciamo parte di una coalizione europea diversa, con obiettivi chiari... e ognuno alle elezioni Europee fa la sua corsa". I maldipancia non sono nascosti. Basta ascoltare cosa dice il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani: la Lega nel gruppo politico di Identità e democrazia "non è un problema per l’Italia", dice. Ma aggiunge: "Il problema per Id è che rimarrà sempre fuori di un perimetro di confine perché di fatto nega l’Ue, nega l’euro e ci sono posizioni molto critiche rispetto alla Nato. Detto questo, io considero la Lega completamente diversa da Alternative fur Deutschland e dal partito della signora Le Pen perché ha posizioni diverse", anche se "stanno nello stesso gruppo".

Poche ore prima era stato Salvini a sollecitare la reazione degli alleati italiani: il fine è "riunire tutto il centrodestra europeo, oggi diviso in tre". "Io non sono in competizione con Meloni o Tajani, l’obiettivo è stare tutti insieme", nella Ue, e "dispiacerebbe se qualcuno preferisse la sinistra". Fra tante tensioni, l’unico sorriso arriva dal direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, probabile candidato del centrodestra alle elezioni fiorentine: "I sovranisti in visita dopo il convegno? Le porte sono aperte".