Pistoia, 5 ottobre 2019 - È stato accolto calorosamente dalla sala gremita del cinema Roma di Pistoia il grande attore, sceneggiatore e regista di commedia all'italiana Carlo Verdone. L'ospite portante di questa edizione di Presente Italiano, il festival di cinema diretto da Michele Galardini, ha introdotto, alle 21.30 di stasera, la proiezione del suo film Compagni di scuola.

Aneddoti, confessioni, risate e un pezzo di storia del cinema sono state alla base del suo intervento iniziato proprio col ringraziare Pistoia per la sua ospitalità. «Devo dire che non conoscevo questa città, conosco un po' tutta la Toscana perché mio padre è originario di Siena, ma Pistoia era rimasta per me, fino a oggi, un mistero. Ho scoperto una bella città, assai più pulita della mia, non ho trovato neanche una cicca per terra, pensate che oggi mentre passeggiavo per il centro non sapevo dove buttare la sigaretta e mi sono accostato di soppiatto ad un vaso e l'ho spenta lì», ha raccontato Verdone tra le risate del pubblico.

Poi gli aneddoti di cinema, su come per lui fare un film abbia sempre significato dare spazio agli attori, lanciarli nella loro carriera nello spettacolo, passare dallo scrivere pellicole trasponendo monologhi dei suoi personaggi allo stendere copioni di film d'autore e infine la produzione del film Compagni di scuola, scelto per la proiezione perché si tratta di un film corale, che unisce molti personaggi sotto lo stesso tetto in un'ambientazione quasi teatrale. «Per produrre il film mi ero rivolto a Mario Cecchi Gori, papà di Vittorio, già all'idea si era detto contrario – dice il regista romano – non gli piaceva l'idea di così tanti personaggi che si ritrovano dopo anni a passare del tempo insieme fino a far emergere le criticità e fragilità di ciascuno, che poi erano le fragilità della società di fine anni Ottanta, ma alla fine mi disse di scriverlo».

Passano alcuni mesi, Verdone scrive il film insieme agli sceneggiatori Piero de Bernardi e Leonardo Benvenuti. Il regista si presenta allo studio di Cecchi Gori con un copione di 220 pagine in mano. Il produttore lo soppesa e poi lo lascia cadere sulla scrivania. «È troppo lungo questo film», dice giudicando dal tonfo del copione. Verdone non si arrende, difende il suo film e Cecchi Gori gli dice di realizzarlo. Il film esce nelle sale spiazzando pubblico e critica che si aspettava altro da Verdone, «Ma col tempo il film ha ottenuto il successo che meritava, è servito affinché venisse capito, come molte altre mie opere, ma alla fine del film è rimasto uno spaccato della società dell'epoca e della coppia e della famiglia tradizionale che entrava in crisi».

Sabato 5 ottobre continua l’omaggio a Carlo Verdone con incontri, iniziative e tavole rotonde. Appuntamento alle 11 alla biblioteca San Giorgio con la presentazione, in anteprima, del nuovo numero monografico della rivista Inland dedicata proprio a Verdone che dividerà la scena con Ilaria Floreano (Bietti Editore) e Roy Menarini, docente e curatore della monografia; alle 17 sarà invece il momento di 'Doctor music: la musica secondo Carlo Verdone' che sarà impegnato in un incontro che mescola cinema e musica in piazzetta dell’Ortaggio, accompagnato dal set di Coxca dj. Successivamente saranno proiettati Ma che colpa abbiamo noi e Posti in piedi in paradiso, rispettivamente alle 19 e 21.30 al cinema Roma.