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14 mag 2022

Torna il sinodo diocesano "Sarà un anno di ascolto"

L’annuncio del vescovo Tardelli: "Una data storica, l’ultima volta fu nel 1937". L’apertura il 4 giugno in piazza del Duomo. Poi il lavoro con tutte le comunità

La presentazione ieri con monsignor Fausto Tardelli
La presentazione ieri con monsignor Fausto Tardelli
La presentazione ieri con monsignor Fausto Tardelli

"Per Pistoia sarà un evento speciale, perché è dal 1937 che non si celebra un sinodo diocesano e questo è il primo dopo il Concilio Vaticano II". Così il vescovo, Fausto Tardelli, annunciando in conferenza stampa l’apertura del cammino sinodale, che verrà inaugurato con una celebrazione all’aperto, presietuta dal vescovo Tardelli, in piazza del Duomo, sabato 4 giugno (vigilia di Pentecoste), alle 21. Un percorso che durerà circa un anno e interesserà tutte le 152 parrocchie della diocesi, distribuite sulle province di Pistoia, Prato e Firenze, oltre alle associazioni e aggregazioni ecclesiali presenti sul territorio, tra cui Azione Cattolica, Agesci, Cammino Neocatecumenale, Rinnovamento nello Spirito Santo, Unitalsi.

Proprio per favorire la partecipazione di un alto numero di fedeli, la celebrazione della messa si svolgerà all’aperto, con il coordinamento e l’aiuto di numerosi volontari.

"Da lì – riprende il vescovo – comincia un momento importante di consultazione, attraverso gruppi sinodali che saranno costituiti in tutte le parrocchie e in tutte le realtà, sulla base di alcune indicazioni e questo continuerà fino a dicembre. Da questa consultazione ampia, verrà fuori – spiega ancora minsignor Tardelli - quello che si chiama ‘instrumentum laboris’, cioè il documento base che i sinodali che verranno eletti nel frattempo, rappresentanti di tutte le parrocchie e di tutte le realtà diocesane, discuteranno poi nella celebrazone vera e propria del sinodo, che prevediamo sia tra fine febbraio e marzo. Il filo conduttore - sono ancora parole del vescovo - è quello di ascoltare i segni dei tempi, quindi ascoltare quello che lo Spirito dice alla Chiesa, cercare di comprendere le attese di Vangelo, cioè le attese di speranza, di buona notizia, di vita nuova che c’è nel cuore delle persone, anche nei nostri territori, e cercare di rispondere, adeguando anche la Chiesa, nella sua presenza nel territorio, a queste sfide, rinnovandola e trovando anche strade nuove per poter venire incontro a quelle attese di Vangelo che abbiamo insieme scoperto".

La settimana precedente la veglia, ogni vicariato si preparerà all’evento con incontri e momenti di preghiera, poi ad ogni parrocchia sarà consegnata un lampada ad olio che resterà accesa durante tutto il tempo dello svolgimento del sinodo, per invitare alla preghiera e significare la comunione tra tutte le realtà diocesane.

Il sinodo che prenderà il via il 4 giugno prossimo è il primo dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965). L’ultimo fu convocato infatti nel 1937 dal vescovo Giuseppe Debernardi (vescovo di Pistoia del 1933 al 1953), secondo un’impostazione e un criterio molto diversi da quelli di oggi. Si può affermare che la storia moderna di Pistoia è segnata dalla celebrazione dei Sinodi: quello convocato dal vescovo Scipione de’ Ricci nel 1786 è entrato a pieno titolo nella storia della Chiesa, non solo per alcune proposizioni poi ritenute eretiche, ma anche per aver profondamente cambiato il volto della Diocesi e del territorio, promuovendo anche intuizioni estremamente anticipatrici, come l’insistenza sulla pastorale parrocchiale e l’uso della lingua italiana nella liturgia, che si concretizzeranno solo dopo quasi due secoli, con il Concilio Vaticano II.

Patrizio Ceccarelli

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