Successo per l’incontro sulle sfide dell’istruzione

Tanti addetti ai lavori al convegno del Pd al circolo Arci Le Fornaci

Successo per l’incontro sulle sfide dell’istruzione
Successo per l’incontro sulle sfide dell’istruzione

Quale funzione deve avere la scuola e quale metodo di valutazione dovrebbe essere adottato per favorire la crescita degli studenti? Questi sono stati solo alcuni dei temi affrontati nell’iniziativa organizzata dal Pd della Toscana al Circolo Arci Le Fornaci di Pistoia. Le fila dell’incontro sono state tirate da Simona Querci, responsabile scuola del Pd Toscano, mentre gli interventi sono stati affidati a Cristiano Corsini, professore di Pedagogia sperimentale all’Università Roma tre, Angela Desideri, presidente di Andis Toscana, Angela Pecetta, presidente "Proteo Fare Sapere" Firenze, e Caterina Andreini dell’associazione CIDI Pistoia. Un parterre di assoluto spessore, a conferma di quanto il tema della scuola sia importante nell’agenda del Pd Toscano. La riflessione del professor Corsini si è soffermata sulla differenza tra due valutazioni, quella numerica e quella descrittiva: "La valutazione numerica spesso riproduce la disuguaglianza di partenza tra gli studenti – sottolinea il docente - senza perseguire quello che dovrebbe essere il reale obiettivo della scuola, ovvero aiutare le nuove generazioni a migliorare la società. La valutazione descrittiva tende invece a mettere le disuguaglianze in discussione e cerca di far progredire ogni studente dalla propria posizione di partenza". Secondo Angela Desideri, tante delle difficoltà riscontrare negli ambienti scolastici derivano dall’impossibilità di impostare un percorso di crescita costante: "I molteplici cambiamenti a cui sono sottoposte le classi e gli studenti complicano terribilmente le cose. Nella scuola di oggi è difficilissimo impostare un percorso continuativo che ponga al centro lo studente". Angela Pecetta ha invece parlato delle difficoltà che molti studenti incontrano nel passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo: "Tre anni di scuole medie sono troppo pochi, considerando che all’interno di una stessa classe vi è un’eterogeneità enorme. I risultati si vedono nel primo biennio delle superiori, quando vi è una vera e propria strage di bocciature. Questo succede perché i docenti spesso dimenticano che si tratta ancora di scuola dell’obbligo e che molte volte il percorso affrontato alle medie può essere anche pieno di ostacoli". "Quando un insegnante è legato alla valutazione significa che ha scarsa competenza didattica – ammette Caterina Andreini. Oggi un docente deve saper coinvolgere gli studenti trovando soluzioni alternative".

Michele Flori