Carabinieri
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Pistoia, 8 marzo 2018 - L’hanno «perseguitata» psicologicamente per una quindicina di giorni: per lei, una studentessa pratese di 16 anni, salire sul treno per andare a scuola in un istituto superiore di Pistoia è stato un vero incubo. Incubo che per lei si è materializzato in un gruppo di 4-5 stranieri, tutti pakistani, che ogni mattina prendevano la stessa corsa, salendo alla stazione di Porta al Serraglio, diretti a Pistoia e, diciamo, mostravano troppo interesse nei confronti della sedicenne standole col fiato sul collo.

Nessun palpeggiamento, nessuna molestia di tipo fisico, ma un’attenzione morbosa che il gruppo di stranieri, tutti maggiorenni dai 20 ai 30 anni e tutti regolari, mostrava nei confronti della giovanissima. Un’attenzione non ricambiata e non gradita dalla ragazzina, molto riservata, che prendeva il treno ogni mattina alle 7 dalla stazione Prato Centrale. Il peggio per la sedicenne arrivava al momento di scendere dal treno alla stazione di Pistoia: qui il gruppo avrebbe usato un atteggiamento pressante verso di lei.

La giovane veniva come accerchiata, fino al punto che il gruppo dei pakistani si disponenva in modo da farle muro e non le consentiva di proseguire liberamente nel suo cammino. Un atteggiamento molto fastidioso, soprattutto se ripetuto nel tempo.

Per qualche tempo la ragazza non ha raccontato niente alla madre, che però l’ha vista sempre più nervosa e tesa. «Non voleva più andare a scuola, lei che non ha mai avuto problemi e adora studiare - racconta la mamma - Alla fine si è aperta e mi ha raccontato quanto le stava accadendo e cosa la stava turbando così profondamente».

La madre, a questo punto, si è rivolta ai carabinieri del Nucleo investigativo di Pistoia che si sono interessati immediatamente della questione così delicata. E così l’altra mattina i militari dell’Arma, coadiuvati dagli agenti della Polfer pistoiese, hanno atteso il treno con la giovane e con i «molestatori» a bordo. Una volta assistito alla solita scena di ogni mattina, i carabinieri sono intervenuti, identificando i pakistani che non hanno alcun precedente.

Un intervento preventivo da parte dei carabinieri che hanno richiamato il gruppo di stranieri ad un atteggiamento più consono, invitando tutti a lasciare in pace la giovane. Per il momento non sono state presentate denunce nè esposti, tanto che non sono stati presi provvedimenti specifici sui cinque stranieri identificati alla stazione.

Per la studentessa e sua madre, che ringrazia i carabinieri per quanto hanno fatto in un tempo così rapido, l’intervento delle forze dell’ordine nei confronti dei cinque uomini ha invece segnato la fine di un brutto sogno.