Coronavirus, un’equipe al lavoro in ospedale
Coronavirus, un’equipe al lavoro in ospedale

Pistoia, 30 marzo 2020 - E’ un bilancio pesante anche quello di ieri per le vittime pistoiesi di coronavirus: altre cinque le morti, delle quali alcune molto conosciute. In particolare è fortissimo il dolore per la morte a soli 57 anni di Stefano Pazienza, di Pieve a Nievole, ricoverato martedì scorso a Pescia. E’ venuto a mancare ieri in seguito a complicazioni, all’ospedale Santo Stefano di Prato.

«Era un grande tifoso della Fiorentina, il babbo. Giocava a calcetto con gli amici al Pierini di Monsummano ma anche negli altri campi della zona. Lo conoscevano tutti". A ricordarlo è il figlio Carlo Alberto, giornalista, che sta vivendo nella solitudine della quarantena lontano da mamma e fratello, lo strazio dell’improvvisa scomparsa del padre. "L’ultima volta che ci siamo visti è stato per una cena al ristorante, con la famiglia riunita poco prima che scattasse il coprifuoco. L’ho sentito per telefono quando era già in ospedale. Parlava con fatica e la mamma poi riferiva a noi. Nei giorni del suo ricovero in ospedale ci siamo scambiati solo qualche messaggio, poi il nulla".

Stefano Pazienza era ancora giovane e fisicamente in salute. Era responsabile di un magazzino di medicinale che distribuiva lui direttamente nelle farmacie. Abitava con la moglie e uno dei due figli a Pieve a Nievole dal 2004 ma era conosciuto soprattutto a Montecatini. Esprime grande dolore anche la categoria dei farmacisti che lo ricorda con enorme affetto. «Tutti pensano che questo virus uccida solo le persone anziane o con problemi di salute già manifesti - prosegue il figlio Carlo Alberto - invece bisogna stare tutti attenti. Non si capisce come possa aver contratto il virus. Forse al lavoro, visto che portava la merce alle farmacie. Ma non è certo. Nelle scorse settimane era stato poco bene a causa di una prostatite, che si stava curando. Poi nei giorni scorsi è apparsa un po’ di febbre che tutti abbiamo attribuito a quel disturbo, finché non è venuto il dubbio. Martedì scorso è stato ricoverato a Pescia, è risultato positivo al tampone ed è stato trasferito a Pistoia. Né il respiratore né il casco hanno fatto effetto così è stato portato a Prato dove ci sono meno casi gravi. Sabato sembrava stesse meglio poi stamani (domenica ndr ) se ne è andato. Il cuore non ha retto e non si capisce se le complicazioni siano state innescate da un farmaco o meno. Non sono riuscito più a parlarci. Mi mancherà tantissimo".

Poi un appello a tutti: "Speriamo che questa situazione si risolva presto, perché andare avanti tutti distanti è dura. Non sottovalutiamo nessun aspetto della prevenzione e speriamo che questo flagello serva a ritrovarsi tutti, quando finirà". Ieri se n’è andato anche Mario Roberto Barontini, 82 anni, conosciuto soprattutto nel mondo del tennis pistoiese. E’ morto anche un ex infermiere di 71 anni, residente a Casalguidi e molto conosciuto in paese. Vittime del coronavirus anche una 91enne un 73enne residenti a Pistoia.
Intanto i contagi sono in calo: l’Asl ieri ha riscontrato dieci tamponi positivi. Tre casi sono gravi: si tratta di un 68enne di Pistoia, una 88enne di Pescia e una 89enne di Pistoia. Ricoverati al San Jacopo anche un 58enne di Pescia, un 71enne di Pistoia e una 65enne di Quarrata. Sono stati sottoposti a quarantena domiciliare invece una donna di 51 anni di Agliana (stabile), una 50enne di Pescia, una 24enne di Ponte Puggianese e un 76enne di Serravalle Pistoiese, tutti con sintomi lievi.
Arianna Fisicaro
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