Il procuratore capo Tommaso Coletta
Il procuratore capo Tommaso Coletta

Pistoia, 11 luglio 2020 - Durante i lunghi mesi della quarantena quasi tutti i reati hanno avuto, per fortuna, una brusca battuta di arresto. I furti in casa erano spariti, nessuna rapina, nessuna aggressione e anche i vandali erano tutti chiusi in casa. Tutti tranne gli spacciatori. Loro hanno continuato sempre a vendere la morte. Si sono messi la mascherina e i guanti e hanno dato appuntamento ai tossicodipendenti nei parchi, non curanti delle telecamere e delle pattuglie delle forze dell’ordine che no, quelle no, davvero non si sono mai fermate .

Gli spacciatori hanno venduto soprattutto eroina, che è diventata ormai la droga dei poveri. E’ morto un ragazzo di 21 anni dopo aver comprato una dose a nove euro. Le overdose sono state 4, sintomo che la droga, in un territorio non esteso come il nostro, è endemica.

Tutte queste cose le ha dette ieri mattina il procuratore capo della Repubblica di Pistoia, Tommaso Coletta, che ha presieduto la conferenza stampa con cui è stata illustrata l’operazione “Kalispera“, ma soprattutto ha voluto porre alcuni punti fermi sull’attività investigativa dei primi 6-7 mesi del 2020, che comprendono ampiamente la quarantena.
Ecco cosa ha detto, più dettagliatamente, il procuratore ieri mattina nella sala conferenze della caserma dei carabinieri Torquato Petracchi di viale Italia, dove ha sede il Comando provinciale.

«L’operazione “Kalispera“ si è conclusa da poche ore, ma quello che desidero che emerga è il bilancio di questi primi sei mesi dell’anno poichè le notizie frammentate che vengono rese note ogni giorno non consentono un dato di sintesi globale".

C’è, prima di tutto, un elemento cruciale su cui il procuratore Coletta si è soffermato: "Tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2020 si sono verificati quattro casi di overdose: il primo novembre del 2019 c’è stato il caso di un ragazzo di 21 anni, a dicembre il secondo caso, un uomo di 50 anni, e due episodi più recenti nel mese di aprile. Dopo un mese dalla morte per overdose del giovane si è generato un procedimento che ha portato all’arresto di chi gli aveva venduto la dose fatale.

«Quattro episodi – ha sottolineato il procuratore – sono significativi di una endemicità dell’illecito. La magistratura ha lavorato sempre: ci sono stati otto arresti nel mese di giugno. Alcune delle ultime indagini hanno portato a undici misure cautelari e ad altre due esecuzioni di livello intemedio. Complessivamente – ha precisato – i provvedimenti sono stati 71. Abbiamo tolto dall’attività 71 persone. E’ un bel risultato a fronte di un territorio non grande come quello pistoiese".

Il procuratore capo ha poi posto l’accento sul cambiamento di alcuni scenari.
"Non sono italiani gli spacciatori: sono albanesi, nigeriani, e hanno cambiato approccio. Se prima erano i meri trasportatori delle sostanze stupefacenti, oggi sono gli spacciatori di piazza e i nigeriani si sono allineati con gli albanesi".

E poi c’è un altro aspetto sostanziale e cioè la prevalenza dell’eroina sulle altre sostanze.
"Nell’indagine Kalispera – ha evidenziato Coletta – è di cocaina che si parla. Ma in tutti g li altri interventi c’è l’eroina, che è diventata, di fatto, la droga dei poveri. A maggio abbiamo portato a termine l’operazione “Suk“, ci sono stati arresti in flagranza, misure restrittive e sentenze. In sei mesi, con gli uffici della procura e giudicanti, abbiamo sanzionato cento persone".

Poi c’è stato quello che il procuratore ha chiamato il "segmento covid", la chiusura, la quarantena: "Una fase che ha prodotto la riduzione dei reati, come i furti. Ma non per la droga".
Il dottor Coletta ha ricordato la scena dello spacciatore con la mascherina, che fu arrestato durante la quarantena in piazza della Resistenza.

«Le pattuglie – ha detto ancora – fermavano e controllavano la gente che usciva di casa: per andare a comprare la droga". Infine ha introdotto l’operazione “Kalispera“: "24 misure cautelari, otto arresti in flagrante durante l’indagine, quattro chili e mezzo di sostanze stupefacenti sequestrate e soldi sequestrati: 74mila euro. Ci siamo ripagati le indagini – ha concluso il procuratore –. A costo zero per lo Stato".
lucia agati