Il maestro organario Simone Maffucci lavorerà all’organo proveniente da Cagliari insieme alla sua squadra
Il maestro organario Simone Maffucci lavorerà all’organo proveniente da Cagliari insieme alla sua squadra

Pistoia, 18 febbraio 2019 - Più di un secolo dopo ripartirà per mare e tornerà a casa, a Pistoia, stavolta in direzione opposta a quella di quei giorni. E per tre anni qui resterà, affidato alle sapienti cure di un maestro organaro, Samuele Maffucci, che con la sua squadra tornerà a far suonare quell’Agati-Tronci datato 1887 come fosse appena uscito di bottega. È la storia del centenario organo custodito nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Cagliari, il più grande e antico di tutta la Sardegna, fabbricato proprio a Pistoia dai maestri Agati-Tronci e che qui tornerà per un restyling importante. L’intervento è stato programmato già da diverso tempo e coloro che lo hanno commissionato hanno espressamente voluto che l’organo pistoiese fosse trattato da chi con questi organi, Maffucci appunto, fa un lavoro quotidiano. Ma è stata anche l’occasione per il team pistoiese per andare a ripercorrere polverosi carteggi antichi che raccontano come questa commessa sia nata.

E così, dall’Archivio di Stato, è arrivata conferma della presenza di Filippo Tronci a Cagliari già nel 1882. Lettere, studi, riflessioni «a voce alta» che Pippo affida alla carta: c’è il racconto del viaggio «buonissimo meno di 7 ore» con la nave Vapore di Malta che lo stesso Tronci ha effettuato assieme all’organo commissionato dal Cav. Porcile per la chiesa di Quartu Sant’Elena ma che prima lo ha pregato «di montare l’organo in una sala del seminario per farlo sentire e poi mi toccherà a portarlo al posto destinato». Seguono ulteriori corrispondenze per tutto il tempo che Tronci – più di un mese – trascorre sull’isola nel tentativo di mettere a segno ulteriori affari.

L’organo sarà smontato già a partire da oggi, operazione che richiederà qualche giorno. A raggiungere la Toscana e infine il laboratorio pistoiese di Maffucci sarà l’imponente macchina sonora, che sarà imballata e poi caricata a bordo di una nave. Obiettivo del restauro sarà tutelare il materiale, valorizzando ulteriormente lo strumento. Dopo si passerà al restauro organologia, cioè al recupero delle caratteristiche del materiale fonico in riferimento a intonazione, timbro, accordatura. L’operazione complessiva, comprensiva anche degli interventi alle altre parti dell’organo, costerà alla committenza 120mila euro.

"E’ un organo a tutti gli effetti pistoiese – commenta Francesca, moglie di Samuele e sua appassionata aiutante –, testimone dell’ultima grande stagione di arte organaria. Questo è un periodo di strane e bellissime coincidenze: attualmente in laboratorio si trova il primo organo realizzato dai Tronci che arriva da Capoliveri e dove tornerà ad aprile, quasi in una simbolica staffetta con l’organo di Cagliari".