La preparazione del vaccino in una immagine d’archivio
La preparazione del vaccino in una immagine d’archivio
di Davide Costa Ci sarebbero anche dei "no vax" tra gli operatori della Fondazione Turati risultati positivi negli ultimi giorni. Presidente Cariglia, è vero? "Non sono in grado di rispondere a questa domanda". Perché? "Stante le regole attuali, il datore di lavoro non può sapere se il proprio dipendente si è vaccinato o no". Colpa del portale regionale di prenotazione, che lascia ogni scelta e responsabilità al singolo? "Non è una questione di colpa: per il personale sanitario la Regione ha deciso di intraprendere la strada della prenotazione individuale". A differenza degli ospiti... "Esatto: in quel caso è stato...

di Davide Costa

Ci sarebbero anche dei "no vax" tra gli operatori della Fondazione Turati risultati positivi negli ultimi giorni.

Presidente Cariglia, è vero?

"Non sono in grado di rispondere a questa domanda".

Perché?

"Stante le regole attuali, il datore di lavoro non può sapere se il proprio dipendente si è vaccinato o no".

Colpa del portale regionale di prenotazione, che lascia ogni scelta e responsabilità al singolo?

"Non è una questione di colpa: per il personale sanitario la Regione ha deciso di intraprendere la strada della prenotazione individuale".

A differenza degli ospiti...

"Esatto: in quel caso è stato affidato ai gestori delle strutture il compito di raccogliere il consenso".

Ma voci di un gruppo di operatori che ha deciso di non vaccinarsi, e che sono risultati positivi, le risultano?

"Ha detto bene lei: si tratta di voci. Che sono pressoché simili in tutte le strutture. Rimanendo sul tema e ribaltando la questione, potrei dirle che girano voci che affermano come la stragrande maggioranza dei nostri operatori si sia vaccinata. E comunque nessuno ha la certezza di come sia entrato il virus dentro la nostra struttura".

Certo: ma se le visite sono sospese, o comunque sono possibili solo con particolari precauzioni, come può essere entrato il virus dentro la struttura di Gavinana?

"Guardi io le posso dire che la Fondazione Turati in questi mesi ha portato avanti un’opera martellante per convincere il personale della necessità di vaccinarsi".

Ma non avete alcun potere coercitivo...

"E’ proprio questo il problema".

Lei quindi è favorevole all’obbligo vaccinale per il personale sanitario?

"Certo. E lo dico da settimane, non certo da oggi. L’obbligo vaccinale per chi lavora in sanità è auspicabile. Tra il diritto all’obiezione di coscienza e quello di tutelare la salute degli ospiti e dei colleghi, credo che sia da privilegiare quest’ultimo. Io sarei per andare ancora oltre..."

Ovvero?

"La possibilità di inserire nei bandi o nelle pratiche per le nuove assunzioni l’obbligo di esibire il certificato di avvenuta vaccinazione. Al momento, però, questa strada non è praticabile".

Non ha paura che il parente di un ospite contagiato possa rivalersi su di voi?

"Abbiamo raddoppiato le misure necessarie, c’è la soddisfazione di aver preservato finora la salute dei nostri ospiti e abbiamo riscontrato che i parenti hanno apprezzato il nostro comportamento. Dopodiché tutto è possibile".

Quali sono le condizioni di ospiti e personale?

"Sono tutti asintomatici tranne un ospite, che non aveva ancora ricevuto la seconda dose del vaccino. Questo ci dimostra che la vaccinazione, portata avanti senza sosta nella struttura, ha evitato situazioni più gravi".

Quali procedure state mettendo in campo per mantenere alta l’attenzione sui contagi da coronavirus?

"Affiancando, ormai da tempo, al monitoraggio effettuato dall’Asl ulteriori controlli effettuati ogni settimana sia mediante l’utilizzo di tamponi che di test rapidi. Questo ci permette di affermare con ragionevole certezza che i contagi riscontrati all’interno della struttura di Gavinana che ospita i disabili sono stati scoperti praticamente subito".