La montagna innevata in una foto dell’archivio FotoCastellani
La montagna innevata in una foto dell’archivio FotoCastellani

Abetone (Pistoia), 28 novembre 2021 - La Montagna Pistoiese, si risveglia con un suggestivo manto di neve, che le ha dato il buongiorno con una bella spolverata: dai 10 ai 20 centimetri all’Abetone e in Val di Luce. Se le previsioni meteo per la notte si avvereranno, sarà possibile addirittura l’immediata apertura di qualche impianto. Non solo, se le temperature si abbasseranno come previsto – pare di 10 gradi sotto lo zero – anche l’innevamento artificiale potrebbe contribuire a far rimettere gli sci ai piedi su tutto il comprensorio. La stagione 2021/2022 partirebbe così sotto ai migliori auspici, ancora prima della fine di novembre.

La conferma di quanto detto viene dal direttore della Società Abetone funivie, Giampiero Danti: "La neve è arrivata e se, come pare, stanotte verrà freddo a sufficienza, da domani si potranno attivare i cannoni sparaneve. La nevicata di ieri era piuttosto bagnata, quindi se stanotte gela, si creerà così il fondo ideale per dare vita ad un innevamento perfetto, proprio in funzione di quella neve che andremo a spararci sopra e noi siamo pronti. Siamo immersi in un paesaggio stupendo, che richiama la bellezza classica dell’inverno. Su questa nevicata ci si può ’sparare’ sopra, oggi la neve si può solo calpestare ma per domenica prossima saremo aperti in grande stile. Sul fronte della sicurezza abbiamo già organizzato tutto, dai controlli green pass alle mascherine; come dimostrano anche i recenti fatti di cronaca, bisogna stare molto attenti e nei rifugi di montagna questa attenzione deve essere ancora maggiore, questo però non ci spaventa. Questa estate abbiamo avuto modo di fare verifiche che ci sono servite per migliorare la nostra esperienza, ora possiamo dire che siamo tranquilli. C’è bisogno di questa ripartenza per la Montagna alta, ma anche per tutte le frazioni attraversate dai turisti che vengono all’Abetone, il movimento generato dalla neve porta lavoro a tutti e l’esercito degli escursionisti alimenta e fa sopravvivere anche tutto l’indotto legato agli impianti di risalita, lo stesso vale in egual misura per quelli che vengono dall’Emilia Romagna come dalla Toscana".

Il periodo in cui gli impianti sono stati fermi si misura ormai in due anni e la mancata ricaduta economica ammonta a cifre difficili da quantificare. Sicuramente tra alberghi, noleggi, negozi, bar, maestri di sci e quant’altro – senza contare il notevole numero di quelli che sono stati costretti a cessare l’attività – è enorme, lasciando la montagna senza il necessario presidio di chi ci vive. Proprio per questo la neve era attesa come l’ultima possibilità di provare a tenere in vita tutte quelle attività che, oltre a mantenere economicamente migliaia di persone, preservano di fatto la pianura da allagamenti, smottamenti e tutti gli altri eventi negativi che, in mancanza di un adeguato numero di abitanti si concretizzano come ormai è dimostrato nei fatti.