Per qualche ora, ieri, la politica internazionale è transitata per Pistoia. In città per un giro di brevi incontri istituzionali prima di recarsi a alla Cittadella della pace di Rondine (Arezzo), c’era infatti l’ambasciatrice armena in Italia, Tsovinar Hambardzumyan. Accanto all’ex ministro Vannino Chiti, la diplomatica non ha mancato di spendere qualche parola sui "violentissimi combattimenti" che da un paio di settimane stanno avvenendo fra il suo Paese e l’Azerbaijan. "Stavolta – ha sottolineato – è coinvolto un attore come la Turchia, che sta aiutando l’Azerbaijan non soltanto con armi e istruttori militari ma anche portando, da Nord della Siria e Libia, numerosi mercenari. Ci sono inotlre state segnalazioni che hanno iniziato a trasferire jihadisti da Pakistan e Afghanistan".

L’ostilità mai sopita fra Turchia e Armenia e passata, poco più di un secolo fa, per il primo genocidio del Novecento, stanno quindi riacquisendo forza. "Non essendo riusciti ad annientare il popolo armeno allora – ha accusato ancora l’ambasciatrice – adesso i turchi di Erdogan cerccano di fare piazza pulita di una popolazione cristiana attraverso l’Azerbaijan. Il gruppo di Minsk ha dichiarato che c’è bisogno di negoziare, ma al posto dell'Azerbaijan ha risposto la Turchia. L’unica cosa possibile adesso – ha concluso – è pertanto che la comunità internazionale e i partner della Turchia nella Nato facciano pressione per farla uscire dalla regione. Perchè se questo non avverrà ci sarà conflitti più vasti".