La scena dell'incidente e, nel riquadro, la vittima
La scena dell'incidente e, nel riquadro, la vittima

Monsummano, 17 ottobre 2019 - Un tonfo sordo e un volo di una decina di metri prima di finire nel fosso. E’ il fotogramma degli ultimi momenti di vita di Alessandro Remollino, operaio calzaturiero di 40 anni che ieri mattina intorno alle 6,30 è morto sul colpo dopo essere stato investito da un furgone a Monsummano.

Torna così ad essere triste teatro di incidenti il tratto di via Francesca in località Pazzera che si inserisce sulla variante provinciale verso località Castelmartini, già scenario di numerosi scontri anche gravi.
Ancora da accertare nei particolari le esatte dinamiche dello scontro tra il mezzo, guidato da un uomo di 59 anni di Cerreto Guidi in direzione di Monsummano e Remollino, che in quel momento stava attraversando la strada.

I rilievi sono stati condotti dai carabinieri della stazione di Monsummano che sono giunti immediatamente sul posto, allertati dallo stesso cinquantanovenne che nel frattempo si è fermato a chiamare i soccorsi.

La vittima, conosciuta da tutti come un ragazzo tranquillo abitava proprio nei pressi del luogo del drammatico scontro ed era molto conosciuto nella zona dove viveva con la madre, mentre il padre è venuto a mancare un paio di anni fa. Lavorava come operaio calzaturiero in un’azienda di Lamporecchio dei fratelli Borgioli.

Ogni mattina andava a lavorare in autobus, salendo alla fermata proprio davanti all’edicola Il Centauro, sulla via Francesca, a pochi metri da casa sua. Ieri mattina Remollino stava raggiungendo proprio la fermata del bus, quando è stato investito dal furgone che viaggiava sulla carreggiata in direzione di Monsummano. Un colpo tremendo che ha sbalzato via per una decina di metri il quarantenne, facendolo finire ormai già privo di vita nel fossato oltre il guard-rail. A testimoniare tristemente il drammatico incidente entrambe le scarpe della vittima, volate via nell’impatto, finendo una sull’argine sinistro del fosso e l’altra sull’asfalto sotto un’auto parcheggiata.

Sul posto, allertati dall’investitore, sono giunti immediatamente i soccorsi del turno di notte della Pubblica assistenza Monsummanese e il personale sanitario dell’automedica di Lamporecchio. Purtroppo i sanitari non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo. Pare certo che Remollino, al momento di attraversare la strada per raggiungere la fermata del bus, si trovasse nei pressi delle strisce pedonali, riverniciate di recente dal Comune. Anche i lampioni a luce gialla erano ancora accesi. Uno in particolare illumina proprio l’attraversamento pedonale antistante la tabaccheria.

«Stavo aprendo il negozio, ero già dentro – ha detto Riccardo Calugi, titolare della tabaccheria – quando ho sentito un colpo fortissimo. Non ho visto nulla ma non avendo sentito alcuna frenata ho pensato che fosse un altro motociclista finito fuori strada. Succede spesso qui davanti. Questa è una strada terribile, dove molti viaggiano a velocità sostenuta. E’ vero che ci sono le strisce pedonali e l’illuminazione, ma anche i lampioni con luce gialla non aiutano la visibilità che, di mattina presto e di sera tardi, spesso con la nebbia, si riduce al 20%».

Una fatalità dunque, quella che ha segnato il destino di Remollino, ma che ha anche choccato il conducente del furgone che lo ha investito. Secondo quanto riportato dai soccorritori, l’uomo ha accusato un malore dopo l’incidente così come la madre della vittima, trasportata poi in ospedale per accertamenti. Sulle dinamiche dell’incidente stanno lavorando i carabinieri di Monsummano.
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