GIACOMO BINI
Cronaca

Inceneritore, ecco i tre progetti. Tutti garantiscono meno emissioni

Confermati anche i 35 posti di lavoro. Due proposte prevedono l’ammodernamento delle linee di lavoro, mentre la terza prevede la riconversione in un impianto nuovo

Nella foto, Paolo Cecchin di Hera Ambiente, che ha partecipato all’incontro della commissione per valutare le tre proposte presentate dalle aziende

Nella foto, Paolo Cecchin di Hera Ambiente, che ha partecipato all’incontro della commissione per valutare le tre proposte presentate dalle aziende

Montale (Pistoia), 20 ottobre 2023 – Tutte e tre le proposte per il futuro dell’inceneritore presentate alla commissione consiliare di Montale promettono miglioramenti ambientali, nel senso di una riduzione delle emissioni in particolare di ossidi di azoto e di diossine. Promettono anche il mantenimento dei posti di lavoro ai 35 dipendenti attuali. Vediamo le proposte una per una.

La ditta Ladurner, rappresentata da Simone Paoli e Silvia Dalle Pezze, ha presentato in realtà due proposte diverse: 1) La linea 1 esistente sarebbe ricostruita integralmente nel posto dove ora si trova la linea 2 da tempo inutilizzata, mentre la linea 3 sarebbe mantenuta e ammodernata. Aumenterebbe, rispetto all’impianto attuale, la produzione di energia elettrica e diminuirebbero le emissioni. Al posto di una delle palazzine sarebbe creato un impianto per il recupero dei pannelli fotovoltaici. L’impianto si fermerebbe solo un mese e non sarebbe necessario chiedere una nuova autorizzazione. 2) Una linea rimarrebbe, ammodernata, per la termovalorizzazione dei rifiuti, l’altra linea si trasformerebbe in una biopiattaforma per il trattamento dei fanghi civili provenienti da depurazione (60mil a tonnellate l’anno) e verrebbe utilizzata anche l’area occupata ora dalla piattaforma Maciste. Questa proposta comporta la richiesta di una nuova autorizzazione. Il costo dell’investimento è di 30 milioni, la durata della concessione di 20 anni.

La proposta di Iren ambiente, illustrata da Luca Galimberti e Alfredo Rosini, è l’unica delle tre che consiste in una riconversione dell’inceneritore in un impianto del tutto nuovo, tutto dedicato ai fanghi da depurazione. Tratterebbe 65mila tonnellate all’anno di fanghi, che verrebbero disseccati o disidratati prima di essere avviati alla combustione. Le emissioni sarebbero ridotte del 75% ed è assicurata la non fuoriuscita di odori. Resterebbe la piattaforma Maciste. L’investimento è di 56 milioni ed è richiesta una nuova autorizzazione. Per realizzare l’impianto occorrono 4 anni e otto mesi, di cui tre anni di fermo impianto.

La concessione avrebbe una durata di 25 anni. La terza proposta, dell’Associazione temporanea di impresa formata da Alia e da Hera Ambiente, illustrata da Paolo Cecchin di Hera, prevede, come la prima di Ladurner, un ammodernamento del termovalorizzatore. La presenza di Alia garantirebbe una continuità di esercizio. L’ammodernamento delle due linee porterebbe ad un miglioramento ambientale con l’introduzione del sistema Denox di abbattimento delle emissioni di ossido di azoto e di diossine che si ridurrebbero da un livello di 150 a un livello di 60. L’investimento sarebbe di 27 milioni, il fermo impianto di due mesi, la realizzazione in 13 mesi.