GIACOMO BINI
Cronaca

Il futuro dell’inceneritore di Montale, tra riconversione, paura e rinvii

Stasera in consiglio comunale saranno svelate le proposte pervenute al Cis. Chiusura slittata al 2024

Una veduta dell’inceneritore di Montale: la chiusura dell’impianto montalese era originariamente fissata per la fine del 2023, poi lo "slittamento" di un anno nel testo del piano regionale dei rifiuti (Acerboni/fotoCastellani)

Una veduta dell’inceneritore di Montale: la chiusura dell’impianto montalese era originariamente fissata per la fine del 2023, poi lo "slittamento" di un anno nel testo del piano regionale dei rifiuti (Acerboni/fotoCastellani)

Montale, 26 settembre 2023 – Quali siano le proposte per "la riconversione o l’ammodernamento" dell’inceneritore è la domanda al centro di un’interpellanza presentata dal gruppo consiliare di minoranza "Insieme per Montale" a cui il sindaco di Montale Ferdinando Betti risponderà stasera, nel consiglio comunale convocato per le ore 19.15 alla villa Smilea. La capogruppo Barbara Innocenti vuole sapere, come tutta la cittadinanza di Montale e della piana, quale sia l’esito dell’Avviso Esplorativo pubblicato da Cis spa, la società proprietaria dell’impianto, il 26 aprile scorso con la scadenza (non tassativa a quanto pare) al 12 giugno 2023. L’avviso aveva lo scopo di raccogliere proposte di project financing per "la riconversione e/o ammodernamento e successiva gestione del termovalorizzatore di via Tobagi a Montale". L’interpellanza chiede al sindaco "quante siano le proposte ricevute, quali siano i soggetti che le hanno presentate e quale sia la proposta presa in maggiore considerazione".

Il gruppo di Insieme Per Montale chiede anche di sapere i tempi per la riconversione dell’impianto. La formula giuridico-economica scelta dal Cis per l’intervento sull’impianto è quella del project financing. In sostanza il Cis, nel caso ritenga idonea una proposta e proceda con la successiva gara, affiderà ad un operatore l’area e l’impianto attuali in cambio di un canone annuo. L’operatore incaricato effettuerà l’investimento e dunque l’in tervento sull’impianto e ne assumerà la gestione. Nella proposta presentata l’operatore doveva indicare anche la durata della concessione e l’entità del canone annuo. Su quelle due parole presenti nel titolo dell’avviso "riconversione e/o ammodernamento" nacque subito una discussione perché la riconversione fa pensare ad un impianto del tutto nuovo mentre l’ammodernamento sembra alludere ad un rinnovamento del termovalorizzatore.

L’attesa dunque è notevole per sapere quale sarà il futuro dell’impianto di Montale. I sindaci della piana, che sono i soci del Cis spa proprietario dell’inceneritore, da tempo, con documenti ufficiali dei consigli comunali chiedono la chiusura dell’impianto. La data originariamente fissata era la fine del 2023, ma nel nuovo piano regionale dei rifiuti la data è stata spostata in avanti di un anno, cioè alla fine del 2024. Per la verità non c’è nel piano regionale la parola "chiusura" ma sull’inceneritore ci sono solo due righe in cui si afferma che "il contratto di servizio per la gestione dell’impianto scadrà nel dicembre 2024".