
Elena Picco, a sinistra, che ha prodotto il documentario inedito «Dentro-Fuori», presentato a Giffoni e Serena Porcari, ad di Dynamo Camp
Sono state oltre cinquemila le presenze all’Open Day Dynamo, nelle due giornate dedicate a interlocutori istituzionali, donatori, staff e volontari e alla comunità. Sono emerse le storie che hanno caratterizzato Dynamo Camp nel 2024. Storie di bambini, fratelli e sorelle, famiglie, che hanno goduto dei programmi Dynamo a Limestre e in numerose altre città italiane. "Tra le novità – si legge nella nota dell’associazione – nel 2024 è stato aperto il primo Dynamo City Camp permanente, a Milano: attivo durante l’estate come campo estivo, per bambini con gravi patologie e i loro fratelli, sorelle e amici. Durante il resto dell’anno offre programmi quotidiani a bambini e ragazzi con gravi patologie, inclusi spazi di smart working per i genitori e caregiver. Sono stati inoltre potenziati i programmi sul territorio italiano, con City Camp estivi anche a Firenze, Roma, Napoli, Termoli, Genova e Torino, persostenere nel quotidiano le famiglie con bambini con gravi patologie neurologiche. Programmi per famiglie a Riva degli Etruschi, Misurina, Jesolo, Brindisi, che hanno permesso di ospitare famiglie in lista d’attesa Dynamo e programmi in ospedali e associazioni in oltre quindici città italiane. C’è Casa Dynamo che accoglie circa trenta persone richiedenti asilo grazie al mandato della Prefettura di Pistoia e tanto altro, che il fondatore, Vincenzo Manes e l’amministratore delegato, Serena Porcari, hanno raccontato e spiegato alle centinaia di persone che hanno riempito il teatro. Un momento di grande emozione si è formato, quasi come una presenza fisica, durante la presentazione di un’opera che sarebbe riduttivo definire film o documentario: si tratta dell’inedito "Dentro-Fuori" dedicato alla "sessione Famiglie" e presentato in anteprima al Giffoni Film Festival 2024. Si ripercorrono le storie di diverse famiglie, protagoniste di una sessione in cui condividere e poi ribaltare, l’esperienza del figlio malato, trasformando il ruolo del bambino assistito in assistente motivatore.
"Qui dentro – ha detto una delle persone protagoniste – è tutto normale, non c’è niente da spiegare, diversamente dal mondo esterno, l’aria che si respira è la stessa, ma non è la stessa". Alla presentazione ha partecipato Elena Picco che lo ha prodotto, anche lei, come tutte le persone presenti in sala, preda di una grande emozione. L’opera, cinquantacinque minuti di emozione vera, sarà disponibile dalla primavera.
Andrea Nannini