Il futuro dell’inceneritore. Altri quattro anni di vita . E indire un referendum entro la fine del 2025

I sindaci di Montale e di Quarrata lanciano la loro proposta sull’impianto. Non solo: chiesta anche la riapertura delle manifestazioni di interesse.

Il futuro dell’inceneritore. Altri quattro anni di vita . E indire un referendum entro la fine del 2025
Il futuro dell’inceneritore. Altri quattro anni di vita . E indire un referendum entro la fine del 2025

I sindaci di Montale e di Quarrata lanciano la loro proposta sull’inceneritore: una proroga di tre anni più uno della gestione dell’impianto, che al momento scadrebbe il 31 dicembre 2024, la riapertura delle manifestazioni di interesse, un referendum consultivo, ma "politicamente vincolante", tra i cittadini di Quarrata, Montale e Agliana, entro la fine del 2025, sul futuro dell’impianto. La proposta secondo i sindaci deve passare dall’assemblea dei soci del Cis, che dovrà emanare il bando per la proroga della gestione, e anche, entro marzo dall’approvazione dei consigli comunali. Prima del referendum ci dovrà essere un percorso partecipativo e i sindaci si impegnano alla conclusione dell’indagine epidemiologica: "In modo che i cittadini abbiamo tutti gli elementi di conoscenza per poter decidere". "Se non facciamo qualcosa entro un paio di mesi – spiega il sindaco di Montale Ferdinando Betti (in foto con il sindaco Romiti) – la conseguenza sarà la chiusura dell’impianto alla scadenza della gestione, cioè il 31 dicembre 2024, e noi vogliamo scongiurarlo, perché comporterebbe la perdita del posto di lavoro ai 34 dipendenti e aprirebbe la questione sui costi della demolizione e soprattutto della bonifica sui quali c’è assoluta incertezza. Il Cis spa è senza debiti – prosegue Betti – il 30 giugno prossimo avrà finito di pagare il mutuo con il Monte dei Paschi e ha una liquidità che alla fine dell’anno potrà attestarsi sue due milioni o due milioni e mezzo di euro, una cifra che potrà bastare per la demolizione, ma è incerto quanto ci vorrà per la bonifica. E le spese per la bonifica graverebbero sui bilanci dei tre comuni in percentuale alle loro quote nel Cis. Pe questo proponiamo una gara per 3 anni più 1 di proroga della gestione, con limitati interventi di manutenzione straordinaria, anche con un ulteriore riduzione delle emissioni che sono già largamente sotto i limiti imposti a livello di provincia che sono la metà di quelli europei".

"La chiusura il 31 dicembre 2024 sarebbe un clamoroso errore – afferma il sindaco di Quarrata Gabriele Romiti – innanzitutto perché toglierebbe ai cittadini la possibilità di esprimersi, invece con la proroga saranno i cittadini a decidere con un referendum, organizzato come una elezione, con i seggi e tutto il resto, e lo potranno fare dopo aver avuto tutti gli elementi necessari sui pro e sui contro attraverso il processo partecipativo. La proroga consente anche di accantonare risorse in vista della eventuale decisione di chiudere e bonificare, e tutela le 34 famiglie dei 34 dipendenti che lavorano all’impianto che ci stanno molto a cuore. La scelta di chiudere avrebbe ripercussioni notevoli sui bilanci comunali e quindi sui cittadini. Poiché la cosa più importante è la salute dei cittadini – aggiunge Romiti – l’impianto dà garanzie al cento per cento, perché non ha avuto problemi da anni e le emissioni sono molto più basse dei limiti, anche di quelli più restrittivi dati a livello provinciale. I consiglieri comunali che respingessero la nostra proposta – conclude Romiti – si assumerebbero la responsabilità di chiudere l’impianto il 31 dicembre senza far decidere i cittadini e mandando a casa 34 dipendenti". "Col sindaco di Montale abbiamo visitato vari siti e impianti in Italia – dice il vicesindaco di Quarrata Patrizio Mearelli – per vedere le possibili soluzioni, ma al momento alla termovalorizzazione non c’è una alternativa perché anche con la raccolta differenziata spinta resta un 20% che da qualche parte va messo"

Giacomo Bini