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3 mag 2022

"Ho perso mia figlia, ma è ancora una guerra"

Mamma Emma e Alberto, il fidanzato dell’operaia, alla festa di Seano: "I numeri delle vittime ci dicono che i controlli non bastano"

Alberto Orlandi, fidanzato, ed Emma Marrazzo mamma di Luana D’Orazio (in alto e sotto) all’evento di Seano
Alberto Orlandi, fidanzato, ed Emma Marrazzo mamma di Luana D’Orazio (in alto e sotto) all’evento di Seano
Alberto Orlandi, fidanzato, ed Emma Marrazzo mamma di Luana D’Orazio (in alto e sotto) all’evento di Seano

Tante famiglie,+++ tanti giovani hanno ascoltato domenica pomeriggio Emma Marrazzo, la mamma di Luana D’Orazio e il fidanzato Alberto Orlandi, ad un anno dalla morte della giovanissima operaia. In silenzio, sotto un tiepido sole, la gente per un’ora ha rivissuto quei momenti e soprattutto ha preso consapevolezza che la tragedia di Luana non ha fermato le morti sul lavoro in Italia nel 2021 e in questi mesi. "Scompiglio" è il tradizionale appuntamento del 1° maggio a Seano, tornato dopo due anni di pausa, dove si intrecciano musica e dibattiti sul mondo del lavoro e il caso di Luana è stato al centro del forum di questa edizione.

Emma Marrazzo ha chiesto, senza tanti giri di parole, un maggior impegno alle istituzioni: "Senza i lavoratori non esisterebbe nulla nel mondo. Oggi (domenica, ndr) dovrebbe essere una festa ma non lo è perché in Italia si muore di lavoro, è come una guerra. Spero possiate fare qualcosa in più, ulteriori controlli. Per me è stato un anno duro, devo convivere con questo dolore e ancora vedo morire gente sul lavoro. E invece la vita è una sola e va vissuta".

Alberto Orlandi si è soffermato sui numeri di questo fenomeno: "Luana è stata la 185ma vittima il 3 maggio di un anno fa e in tutto il 2021 sono morte 1404 persone sul lavoro. Questo anno trascorso mi è servito a conoscere come funzionano queste macchine: bastano 4 giri e 7 secondi e senza le protezioni ci si avvolge nel macchinario. Una sola vita salvata può vuol dire tanto anche per chi rimane".

Il sindaco di Carmignano Edorardo Prestanti si è rivolto, per la prima volta, agli industriali: "Nel tragico caso di Luana D’Orazio mi sarei aspettato una ferma condanna dal mondo imprenditoriale e da Confindustria per le aziende che non rispettano le regole perché il rischio è che quest’incubo si ripeta. Ma così non è stato...Il caso di Luana non è un numero ma un volto. Oggi abbiamo a disposizione tutte le tecnologie possibili per controllare i macchinari e bastava applicare ciò che la legge richiede".

Sono intervenuti anche Fabio Ammavuta della Fiom Cgil e Enrico Cavaciocchi dell’Arci Prato. L’assessore alle politiche giovanili di Carmignano Jacopo Palloni ha rimarcato l’importanza per le aziende di rispettare quello che la legge chiede in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro: "Dobbiamo chiedere al Governo di incrementare gli ispettori e quindi i controlli".

Sindaco e assessore hanno spiegato, infatti, che la polizia municipale effettua i controlli anche nelle aziende e spesso sono controlli di tipo interforze ma l’attività prevalente dovrebbe essere quella riguardo al rispetto del codice della strada. D’accordo i sindacalisti sul fatto che ognuno, dalle amministrazioni comunali all’ispettorato del lavoro, deve fare la sua parte.

M. Serena Quercioli

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