Fermare l’assalto dei cinghiali. Pericolo sulle strade e danni. Anche i sindaci scendono in piazza

In migliaia all’iniziativa che si è svolta ieri a Firenze: tra i partecipanti Tomasi e il consigliere Capecchi. Il grido di Coldiretti: "Troppe aziende devastate in questi anni". E bisogna aggiornare la normativa.

Fermare l’assalto dei cinghiali. Pericolo sulle strade e danni. Anche i sindaci scendono in piazza

Fermare l’assalto dei cinghiali. Pericolo sulle strade e danni. Anche i sindaci scendono in piazza

Migliaia di agricoltori ed allevatori provenienti da tutta la Toscana hanno manifestato ieri mattina a Firenze davanti a Palazzo Strozzi Sacrati, invocando l’attuazione del Piano straordinario per la gestione ed il contenimento della fauna selvatica. E accanto a loro, insieme agli esponenti di Coldiretti Pistoia, c’erano anche i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Serravalle, Quarrata, Montale, Pistoia, Pieve a Nievole, Marliana, Uzzano, Pescia, Massa e Cozzile, San Marcello Piteglio, Larciano e Monsummano. I manifestanti chiedono in sostanza di contrastare la crescita numerica indiscriminata di cinghiali, ungulati e fauna selvatica, tanto per limitare i danni ai raccolti quanto per ridurre il numero di incidenti stradali.

"Gli sforzi normativi compiuti fino a qui per riportare in equilibrio la fauna selvatica, in particolare i cinghiali che sono colpevoli dell’80% dei danni alle produzioni agricole, non sono sufficienti – ha dichiarato Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana - la revisione del "Piano Faunistico Venatorio Regionale" dovrà mettere al primo posto la salvaguardia della produzione: dove ci sono produzioni agricole non può esserci fauna selvatica. Centinaia e centinaia di ettari sono stati abbandonati contribuendo all’aumento del rischio di erosione e dissesto idrogeologico".

Coldiretti ha fatto sapere che la Toscana è la seconda regione d’Italia con più sinistri stradali causati dall’attraversamento improvviso della carreggiata da parte della fauna selvatica: 90 gli incidenti fra il 2019 e il 2023. Ed è anche su questo aspetto che si è focalizzato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi.

"I danni causati dalla proliferazione indiscriminata di questi animali si ripercuotono anche sulla cittadinanza, visti gli incidenti che avvengono - ha detto - nonché sul bilancio pubblico, considerando le centinaia di richieste di rimborso nei confronti della Regione Toscana".

La speranza di allevatori ed agricoltori è quindi quella di arrivare al più presto alla definizione e dall’attuazione del Piano straordinario regionale sul quale sta lavorando la Regione. Ma il consigliere regionale Pd Marco Niccolai avverte: per risolvere definitivamente la problematica, servirebbe anche un intervento del Parlamento. "Da Roma devono iniziare a pensare che la legge 157 del ‘92 deve essere aggiornata. Perché le Regioni si trovano a dover fronteggiare questi fenomeni con una normativa ormai non può adeguata, considerando come allora la criticità non fosse diffusa come adesso – ha concluso - siamo impegnati nella redazione del Piano faunistico regionale, un "piano regolatore" per dare risposte ancor più concrete nella gestione della fauna che non riguarda solo gli agricoltori, ma tutti i cittadini toscani. Ma serve anche un intervento dalla capitale".

Giovanni Fiorentino