Fabrizio Fabbri negli anni da ciclista (foto Noi di Qua)
Fabrizio Fabbri negli anni da ciclista (foto Noi di Qua)

Quarrata, 3 giugno 2019 - La nostra provincia e il mondo sportivo in lutto per la scomparsa all'età di 70 anni di Fabrizio Fabbri, vera icona del ciclismo d'oro. Conosciuto dai più come "il Fabbrino", era nato alla Ferruccia di Agliana e si era distinto fin dalla giovane età come ciclista di grande spessore, a fianco dei grandi di quegli anni come Francesco Moser e Felice Gimondi. Infinitamente lungo e motivo d'orgoglio il curriculum sportivo di Fabbri che ha partecipato a numerosissimi Mondiali su strada, ha vestito la maglia della Nazionale e ha partecipato a 9 Giri d'Italia, alla mitica Vuelta e al Tour de France. Non sono mancate anche le vittorie, come "quella di tappa al Giro del 1972, il Gran Premio Industria e Commercio di Prato; 5ª tappa, 2ª semitappa Giro di Svizzera del 1973; Gran Premio Industria e Commercio di Prato e primo classificato al Giro di Puglia nel 1974".

Fabrizio Fabbri

"Grande annata il 1975 con le vittorie al Giro dell’Appennino, Tre Valli Varesine e la 16a tappa del Giro d’Italia - come ci ricorda il nostro indimenticato Giancarlo Zampini sulle pagine di Noi di Qua, suo concittadino ma anche amico fraterno -; altro successo alla 9a tappa del Giro d’Italia nel 1976. Terminata la carriera di ciclista nel 1979 Fabrizio Fabbri ha vestito i panni di direttore sportivo", ultimamente per la Nippo, squadra con sponsor giapponese. "Il meglio di sé - ci ricorda ancora lo 'Zampa' - lo ha dato come direttore sportivo della Mapei dove è rimasto per dieci stagioni, dal 1993 al 2002, uno squadrone che ha vinto in tutto il mondo, che aveva fra le proprie file il compianto Franco Ballerini, ex commissario tecnico della Nazionale e vincitore di 2 Parigi – Roubaix. Nel 2003 segue anche la Nazionale italiana di ciclismo open, tra le cui file il giovane Damiano Cunego vincerà il Tour of Qinghai Lake". Fabrizio abitava a Quarrata insieme alla moglie Loretta, donna instancabile e alla quale Fabrizio aveva saputo insegnare l'amore per il bellissimo sport che è il ciclismo. Lascia anche i due figli Francesco e Fabio, anche loro "contagiati" dalla passione per le due ruote. A tutta la famiglia vanno le condoglianze del nostro giornale.