Municipale e carabinieri in Comune (foto Luca Castellani/FotoCastellani)
Municipale e carabinieri in Comune (foto Luca Castellani/FotoCastellani)

Pistoia, 15 settembre 2019 - Erano passate da poco le 12,30 di ieri mattina quando un botto tremendo ha infranto di colpo il silenzio di palazzo comunale. Steso a terra, in mezzo all’atrio, c’era il corpo di una donna. E’ piombata giù all’improvviso, dal terrazzino interno al primo piano del municipio. Un volo di almeno cinque metri prima di schiantarsi violentemente al suolo, a due passi da ‘Il Miracolo’, la scultura di Marino Marini. La donna, di cinquant’anni, è rimasta sempre cosciente e alla fine se l’è cavata con qualche trauma. Al San Jacopo è arrivata in codice giallo: nessuna lesione grave ma ‘solo’ uno spavento tremendo.

I primi ad accorgersi della caduta sono stati gli addetti alla mostra fotografica allestita all’ingresso del palazzo di Giano. «La donna era immobile, stesa su un fianco. Aveva il volto tumefatto, non parlava, sembrava morta», hanno riferito mezz’ora dopo ai carabinieri. Immediato l’allarme al 118 che ha inviato un’autoambulanza della Misericordia in piazza Duomo, ancora piena di gente per il mercato del sabato mattina. Il medico e i soccorritori hanno provveduto subito a spinalizzare la donna che al personale ha confessato, con un filo di voce: «Non mi ricordo nulla».

Sul posto anche la polizia municipale e i carabinieri per eseguire i rilievi del caso. Dalle prime ricostruzioni si tende a escludere l’ipotesi dell’incidente. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza infatti confermerebbero la volontarietà della caduta. Un gesto estremo, compiuto in preda alla disperazione. La donna ha posato la borsa a terra e poi si sarebbe lasciata andare, strusciando sulla balaustra prima di piombare a terra. Tra l’altro, la cinquantenne era da poco uscita dall’ospedale, perché al polso portava ancora il braccialetto del ricovero. I problemi di salute e una situazione familiare instabile potrebbero averla resa particolarmente fragile. La donna bussava spesso alla porta del municipio e proprio il Comune in passato aveva assegnato a lei e al marito una casa popolare. La coppia però ha cambiato alloggio più volte negli ultimi anni abbandonando l’ultima casa proprio di recente, senza avvertire il Comune. Da palazzo di Giano comunque fanno sapere che per la coppia non sono mai scattati né lo sfratto né il taglio dei contributi.