di Elisa Capobianco Promossi. I pistoiesi hanno resistito alla tentazione di festeggiare Pasqua e Pasquetta come tradizione comanda, facendo prevalere il buonsenso e il rispetto delle regole anti-Covid. Giardini e parchi semi deserti anche ieri hanno fatto il paio con un centro storico svuotato che ha ricordato scene già viste un anno fa. "Una tristezza. Risiamo a questo punto e fa male al cuore", hanno commentato i pochissimi in giro. Pistoiesi rassegnati o diligenti? Sulla buona condotta avrà pesato anche l’imponente dispiegamento di forze per monitorare l’intera provincia. E magari pure l’appello lanciato dal prefetto Gerlando Iorio che, facendo gli...

di Elisa Capobianco

Promossi. I pistoiesi hanno resistito alla tentazione di festeggiare Pasqua e Pasquetta come tradizione comanda, facendo prevalere il buonsenso e il rispetto delle regole anti-Covid. Giardini e parchi semi deserti anche ieri hanno fatto il paio con un centro storico svuotato che ha ricordato scene già viste un anno fa. "Una tristezza. Risiamo a questo punto e fa male al cuore", hanno commentato i pochissimi in giro. Pistoiesi rassegnati o diligenti? Sulla buona condotta avrà pesato anche l’imponente dispiegamento di forze per monitorare l’intera provincia. E magari pure l’appello lanciato dal prefetto Gerlando Iorio che, facendo gli auguri alla città, ha invitato la gente a stringere i denti in vista di un traguardo sempre più vicino: "Siamo nell’ultimo tratto della staffetta contro il virus, non molliamo proprio ora per un capriccio". Fatto sta che non ci sono state grigliate né feste abusive che hanno richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine nel week end.

Niente di eclatante da segnalare, insomma. Anche se dalla Montagna pistoiese giunge voce di un paio di eventi privati, organizzati cioè in abitazione, che hanno richiamato almeno in un’occasione una quarantina di persone. Una trasgressione non pasquale, che risalirebbe a una decina di giorni fa e che verrà portata all’attenzione delle autorità. "Che dire, qualcuno pare non aver ancora compreso l’entità dell’emergenza sanitaria e la pericolosità del Covid – commenta contattato al riguardo da La Nazione Luca Marmo, nella duplice veste di sindaco e di presidente della Provincia –. Stupisce che ci sia chi continua a minimizzare il problema senza capire che con l’egoismo individuale si rischia di mandare al cimitero il prossimo e, con il perpetrarsi della zona rossa, di stroncare l’economia. Le forze dell’ordine non possono andare di campanello in campanello... Non ci stupiamo però se i contagi a San Marcello, ad esempio, subiscono impennate. Servirebbe più senso civico".

Quello che non sarebbe mancato (almeno apparentemente) nel week end pasquale. I dati raccolti dalla Prefettura – con capo di gabinetto dottor Eugenio Di Agosta – lo confermano. Fino al pomeriggio di ieri 885 persone controllate con 12 sanzioni, 102 esercizi controllati con zero sanzioni. Nei due giorni, sabato e domenica, il numero dei cittadini fermati è stato quasi il doppio della media. Gli agenti della Questura di Pistoia hanno dato un contributo importante con oltre 600 verifiche che hanno portato a sole sei multe per spostamenti non consentiti, oltre il coprifuoco o per il mancato utilizzo della mascherina. Ebbene sì, ancora.

Un domanda sorge spontanea: l’incubo della zona rossa a oltranza non basta? Oppure sta affiorando l’altra faccia, quella meno costruttiva, della rassegnazione? "La Toscana resterà rossa fino al 20 aprile, almeno fino al 20 aprile – conclude Marmo –. Il ministro Speranza e i numeri del contagio non lasciano intravedere alternative. La provincia di Pistoia è partita prima di tutti il 27 febbraio e sta soffrendo. Adesso, come sindaci, puntiamo i piedi per avere ristori massicci che riconoscano al nostro territorio i sacrifici maggiori fatti. Conto sull’interlocuzione attiva della Regione con il Governo. Le attività hanno bisogno di aiuti veri, le persone di vaccini che devono arrivare in modo puntuale".