Pistoia 22 marzo 2021 -  Alpha è volata via domenica mattina, 21 marzo, alle ore 11, dalla rupe di Monsummano Alto, in Valdinievole (provincia di Pistoia). L'aquila dei serpenti, o biancone, magnifico esemplare di circaetus gallicus del peso di due chili e mezzo e con un'apertura alare di quasi due metri, ha preso il volo dalle mani del medico veterinario pistoiese Leonardo Brunetti, che l'ha lanciata nel dirupo, da un'altezza di circa 270 metri, necessaria perchè Alpha, intercettasse la "termica" ovvero la colonna di aria calda che a lei, quale "veleggiatrice", avrebbe consentito di aprire le ali e ed essere trasportata in alto.

Immagini indimenticabili, quelle riprese dalla rupe e documentate dalla moglie di Brunetti, Cristina Stroscio, pure medico veterinario e titolare della clinica di Bonelle da dove tante storie di animali sono state raccontate. "E' stata un'emozione grande", ci ha detto il dottor Brunetti. Alpha era stata inanellata pochi giorni prima e dopo sei lunghi mesi di cure. A metà settembre l'aquila era stata raccolta, ferita, sulle colline pistoiesi dai volontari dell'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) e affidata alle cure del veterinario Leonardo Brunetti, esperto di animali esotici e competente nella cura dei rapaci, nonché bravissimo mago e uomo dal cuore grande, che appena può vola dai bambini africani del Benin portando aiuti e piccole magie.

"Anziché poter iniziare la sua migrazione annuale - spiega Brunetti - questo animale si è trovato a dover affrontare due operazioni piuttosto complesse in seguito alla frattura dell'ala e della zampa. La strada della guarigione non è stata delle più semplici, ma alla fine i risultati sono stati ottimali, considerando anche le difficoltà incontrate per garantire ad Alpha un'alimentazione adeguata. Il nome aquila dei serpenti non è casuale: la sua alimentazione consiste per il 99 per cento di serpenti e per una residua parte di rettili come lucertole o altri piccoli sauri, che aggredisce dall'alto e spesso divora ancora vivi direttamente dopo aver ripreso il volo. I bianconi hanno bisogno di territori di caccia vasti, dove ambienti aperti si alternano a boschi. Il paesaggio toscano ha proprio le caratteristiche adatte. Ed ecco infatti che ogni anno questi bellissimi animali, dopo aver nidificato in Italia (ogni coppia alleva un solo piccolo per volta), a fine estate migrano verso l'Africa del Nord attraverso la penisola balcanica, seguendo appunto il clima caldo che possa garantire la reperibilità delle prede di cui si nutrono, per fare ritorno nella nostra penisola il marzo successivo. Ed è così presto spiegato - sottolinea Brunetti - il motivo per il quale abbiamo dovuto custodire questo animale, unico e regale, per tutta la stagione fredda, non solo durante la degenza e il recupero fisico ma anche oltre, proprio nell'attesa delle condizioni climatiche ideali al suo rilascio. Quanto alla degenza del biancone, la scelta della modalità da adottare è stata studiata appositamente per condurlo a una completa guarigione nel migliore dei modi. Alpha non poteva né muoversi né nutrirsi in autonomia. È stato questo un momento molto delicato, nel quale abbiamo avuto particolare attenzione anche per il piumaggio, cercando al contempo di non stressare l'animale. Infatti, rimanendo fermo a terra, inizialmente ci siamo occupati di salvaguardare le piume con acqua calda, altrimenti gli escrementi con i quali inevitabilmente si sporcavano gliele avrebbero corrose, pregiudicandone ogni possibilità di rilascio: se questi cacciatori formidabili non hanno piume perfette non hanno possibilità di sopravvivere alle dure leggi della natura".

E poi c'è stata la non facile questione dell'alimentazione: "E' avvenuta sempre in modo assistito - spiega Leonardo Brunetti - in parte con serpenti reperiti grazie al prezioso aiuto di amici, che sono riusciti a farcene pervenire alcuni esemplari deceduti, e per il resto con dei salsicciotti confezionati ad hoc per avere le sembianze di rettili, così da non alterare l' impronta alimentare che caratterizza questo predatore".

Alla fine delle terapie in clinica, Alpha è stata accolta in una stanza tutta per lei, al sicuro e al caldo, e controllata 24 su 24 grazie a due videocamere di sorveglianza wifi. In tutti i questi mesi sia Leonardo, sia i suoi collaboratori che i volontari dell'Oipa che lo hanno aiutato in questa impresa, sono stati attentissimi a non far abituare troppo Alpha alla loro presenza, e le telecamere servivano anche a mantenere le distanze. Impresa perfettamente riuscita, nessun imprinting, perchè dopo l'inanellamento, Alpha ha mostrato tutto il suo superbo distacco ed è volata via, senza tornare indietro. Libera.